Chelsea Manning ha ricevuto clemenza da Obama. La condanna a trentacinque anni per aver copiato e disseminato informazioni classificate è stata ridotta a sette anni e quattro mesi. Si tratta di una delle ultime azioni ufficiali del presidente americano uscente.  Manning uscirà dal carcere militare di Fort Leavenworth, nel Kansas il prossimo maggio.

Nato nel 1987 come Bradley Manning, studia analisi delle comunicazioni a Forte Drum, New York, e viene inviato in Iraq come soldato semplice. Malgrado venga

giudicato un ottimo tecnico informatico, riceve sanzioni disciplinari per scatti d’ira.  Non riesce a tollerare l’ingiustizia della guerra e decide di denunciarla:

nasconderà i documenti riservati cui ha accesso in una scheda di memoria per videocamere, per poi pubblicarli su Wikileaks. Non verrà scoperto

grazie alle indagini dei potenti servizi che aveva tradito, ma da una spiata del suo confidente Adrian Lamo, cui aveva raccontato la sua storia durante una

chat su internet. Le 700mila registrazioni militari sulla guerra in Afghanistan e Iraq pubblicate nel 2010 mostrano come la guerra colpisca i civili in

modo colpevole e brutale.

Su wardiary.wikileaks.org si trovano questi documenti indicizzati e consultabili, tra cui il famigerato video Assassinio Collaterale: una ripresa da un elicottero dove militari Usa sparano su civili inermi e disarmati, due delle vittime sono giornalisti. Tra i materiali anche i cablogrammi diplomatici che imbarazzeranno Hillary Clinton, all’epoca a capo del Dipartimento di Stato. Manning è stato arrestato nel 2009 nella base operativa di Hammer, a Baghdad, viene trasferito nel 2010 al carcere militare di Quantico, in Virginia, in isolamento. Accusato di spionaggio, Manning rivela di sentirsi donna e che stava affrontando una disforia di genere all’epoca in cui pubblicò i documenti riservati. Viene sottoposta a un trattamento ormonale, ma non le viene permesso di sottoporsi ad intervento chirurgico. Comincia a usare il nome Chelsea e l’anno scorso tenta il suicidio: come conseguenza viene proseguito il regime di isolamento.

Manning è stato imprigionato sotto Obama e da lui stesso rilasciato sette anni dopo. Sono stati condannati più leaker durante il suo mandato, applicando una legge del 1917 chiamata Espionnage Act, che da qualunque altro presidente nella storia Usa. La condanna è stata ridotta, ma non si tratta di una grazia. Il nuovo presidente, secondo il sito chelseamanning.org, non potrà revocare la commutazione della pena. Ma esiste un codice di procedura militare: se Manning dovesse violarlo, l’intera condizione di prigionia cui è stata sottoposta potrebbe essere reinstaurata.  Manning ha accettato responsabilità e ha pagato per il suo crimine, al contrario di Snowden il quale si è sottratto. Uno dei fattori chiave per il suo rilascio è l’aver subito condizioni durissime nei sette anni di imprigionamento.

Obama ha chiarito che la pena è stata sproporzionata rispetto al crimine commesso. Il whistleblowing è un atto di disobbedienza civile di cui gli Usa hanno una lunga storia, ma perché sia completo e rispettato come tale, presuppone che chi lo commette venga condannato, altrimenti la sua azione non è necessariamente utile alla società. Con l’atto di clemenza Obama vuole affermare l’idea che gli Stati Uniti siano una società sufficientemente giusta perché chi commette un atto di disobbedienza civile possa sopravvivere alle conseguenze delle sue azioni. Dall’11 settembre 2001 il sistema giuridico Usa non sembra equipaggiato per sostenere questa prova. Un segnale alla comunità dei whistleblower e dei giornalisti, visto che la nuova amministrazione non promette di essere amichevole nei confronti della stampa. Obama pare voler incoraggiare i whistleblower a percorrere il cammino offerto dal sistema giudiziario e a non scappare all’estero prendendo asilo presso una superpotenza nemica.

Chelsea Manning è un transgender, ma nell’esercito americano non ci sono reparti adatti ad accoglierlo, almeno non al momento della condanna. I militari

considerano l’essere transgender come una condizione medica per cui venire esclusi dall’esercito, ma visto che Chelsea stava venendo processato e condannato,

non c’erano le condizioni per dimetterlo, né perché la prigione venisse organizzata per il riconoscimento della sua condizione.  Dunque la giovane

whistleblower non ha sofferto solo la condizione di carcere duro, ma anche la soppressione di un aspetto importante della sua natura e questo è un aspetto che

potrebbe essere stato considerato nella clemenza che ha ricevuto.

In una lettera del 2011 al Guardian, Manning denuncia il trattamento cui è stata sottoposta durante la detenzione in isolamento nel

carcere della base militare di Quantico: “Sono stata spogliata di tutti i vestiti tranne la biancheria intima, mi sono stati portati via gli occhiali da

vista e sono stata obbligata a rimanere seduta in una stanza buia”. Le Nazioni Unite denunceranno i dettagli della sua detenzione come tortura, in violazione

dell’ottavo emendamento che vieta pene crudeli o inusitate.  Amnesty International dichiara che i suoi diritti umani sono stati abusati per anni dal

governo, con deprivazione del sonno e isolamento.

Chelsea Manning è stata espulsa con disonore dall’esercito Usa e non è sicuro che i suoi diritti civili verranno completamente restaurati in quanto condannata per un crimine gravissimo.  La commutazione non restituisce i diritti civili persi a causa della condanna ricevuta, ma non ci sono precedenti paragonabili. Il crimine è stato commesso sotto la giurisdizione militare e non possiamo prevedere al momento le conseguenze della condanna in seno alla società civile. Se Chelsea potrà votare, ad esempio, dipenderà anche dalla legge dello Stato nel quale risiede. Considerata una traditrice da parte dei suoi concittadini, ci si può domandare se sarà sicura a camminare per le strade. Non c’è assistenza sanitaria in Usa, e Manning avrà bisogno di cure mediche, non è detto che le riceverà ed è paradossale che ricevesse migliori cure mediche in prigione che fuori. A seconda delle condizioni legate al suo rilascio, che non sono ancora state esplicitate, passerà comunque del tempo prima che Manning possa diventare nuovamente una persona libera a tutti gli effetti. Il 24 gennaio Chelsea invia un messaggio dal suo account Twitter @xychelsea: “Decisione: Ho intenzione di tornare in Maryland questa estate (Takoma Park? Bethesda?) Non vedo l’ora di tornare a casa.”