Devi salirci sopra con sicumera e naturalezza, come quando affronti uno scalino. Poi il sibilo, lo stomaco che accusa il movimento e il collo che si irrigidisce. I primi passi su un hoverboard non sono mai una passeggiata. Sopratutto per chi in gioventù si è tenuto ben lontano da skate, surf e tavole fuggenti e sfuggenti. Dopo dieci minuti di tentennamenti però l’oggetto accetta di essere addomesticato: un leggero movimento di bacino, per girare si sposta il peso sui piedi, per  fermarsi un delicato colpo di reni e la tavola ubbidisce. Anzi, nei momenti di grande sintonia sembra pure che ti legga nel pensiero. È invece davvero complicato leggere nel futuro di questi state mossi da un motore elettrico. Sul mercato italiano ne sono arrivati cinque modelli. La tecnologia è quasi sempre cinese. Quello che abbiamo provato è Nilox Doc, marchio brianzolo della quotata Esprinet. A differenza di altri competitor, spiega Michele Bertacco brand manager di Nilox, “seguiamo in loco la catena di assemblaggio, il che ci garantisce un controllo qualità migliore”. Effettivamente gli hoverboard da fuori sembrano tutti uguali. Quello che li differenzia è la componentistica del motore elettrico. La tavola brianzola  si carica in poco più di un’ora e mezza raggiunge una velocità massima di dieci chilometri all’ora e una autonomia che consente di non preoccuparti della ricarica non prima di 15-20 chilometri. Negli Stati Uniti, gli hoverboard sono in cima alle classifiche di vendita. Qui da noi non è così facile incontrarli per strada. Un po’ per il prezzo (si parte da 500 euro), un po’ perché la guida frontale richiede comunque equilibrio e attenzione. L’oggetto non è leggero, non ha appigli ed è quindi poco adatto per spostamenti con zaini, borse o valigette. Non va bene se l’asfalto è sconnesso (le ruote sono troppo piccole) e non è adatto a chi vuole passare inosservato. E’ più un divertissement urbano, un modo più agile di vivere la città, uno strumento per attirare l’attenzione (e l’invidia) di tutti. Diverso sarà l’impatto del monopattino elettrico. Il manager di Esprinet non nasconde che c’è grande attesa per questi nuove tavole, , meno agili e forse più adatte a spostarsi in città. Ricordiamo che come anche gli hoverboard, questi mezzi non sono contemplati nel codice della strada: Quindi in teoria non può essere usato né su una strada e neppure su un marciapiede. Come avviene anche per pattini e skate dovranno essere regolamentati. O banditi. In ogni caso un intervento del legislatore è nell’ordine delle cose. Anche perché hoverboard e skate elettrici diventeranno oggetti sempre più diffusi.