La nuova frontiera del recruiting per le professioni emergenti del digitale? Un contest globale su Internet. Dopo il successo di “Hash Code”, antesignana manifestazione con cui Google-Alphabet negli ultimi anni ha fatto incetta dei migliori talenti dell’informatica, il format sbarca anche in Italia. La novità arriva grazie a una multinazionale italiana, Reply, che a marzo ha appena organizzato il primo “Reply Code Challenge”, un contest online riservato a squadre di 2-4 programmatori che dovevano risolvere un “problema” creando stringhe di codice. È stata la prima volta in assoluto in cui l’azienda, che ha filiali in tutto il mondo ma mente e cuore in Italia, a Torino, e che si è fatta notare per l’attenzione verso i giovani da inserire nel Gruppo, si è impegnata in uno sforzo così grande, spiega Marco Cusinato, responsabile aziendale dell’evento: “Abbiamo creato un gruppo di esperti denominato ‘Code Master’ che ha originato sia il problema che l’architettura digitale della landing page, ma alla realizzazione hanno contribuito i team interni attivi sui social e sul marketing”. Lo sforzo congiunto ha creato una piattaforma tecnologica all’avanguardia, in parte ispirata a quella di Google, su cui da anni Mountain View organizza i propri contest “Hash Code”. E il team italiano che ha vinto la prima Reply Code Challenge, Hasheti, si è fatto le ossa proprio sfidando centinaia di altri programmatori nell’ormai celebre contest di Google, racconta uno dei membri, Gaspare Ferraro, 23enne studente della Laurea Magistrale dell’Università di Pisa: “Ci siamo formati in occasione della gara di Google, ma siamo tutti attivi nel coding fin da bambini, alle elementari, quando programmavamo vecchi videogame arcade come Asteroid, e poi partecipiamo e organizziamo altri contest locali di programmazione”. Al liceo il salto con la programmazione di applicazioni più complesse, e contemporaneamente la ricerca di appigli per trovare uno sbocco al loro talento:gli altri tre componenti (Luca Versari, Alessio Conte, Daniele de Sensi) hanno tutti un’età compresa tra i 25 e i 29 anni e la sponda l’hanno trovata alla Università di Pisa, dove frequentano un PHD in Computer Science, dove frequentano un PHD in Computer Science. “Abbiamo partecipato con l’idea di vincere anche perché il premio, un laptop gaming Razer Blade, ci allettava molto, ma la vera ambizione era di farci notare e di entrare in contatto con un grande gruppo internazionale”, continua Ferraro. Nata per promuovere la cultura del coding pensando alle nuove generazioni, ai professionisti e ai geek, la gara ha come fine di attrarre i migliori talenti internazionali nell’orbita di Reply, aggiunge Cusinato, “il tutto con la filosofia del learning-by-doing“. Il tipo di problema logico-matematico che ha impegnato le oltre 1200 squadre (7.776 i programmatori che hanno partecipato, provenienti da 67 Paesi) formate rispondeva al nuovo panorama del multi-cloud e della system integration, intorno a cui ruotano proprio le esigenze dei clienti del Gruppo: “Il problema del contest è aderente al contesto di Reply, un’azienda i cui clienti devono erogare progetti informativi in multi-cloud, quindi si trattava di capire come reperire le risorse necessarie da diversi provider nel mondo: i vincoli erano dati dai costi differenti dei provider e dalle ‘latenze’ delle zone del mondo per essere raggiunte; tutti questi vincoli insieme indicavano una scelta più o meno buona per reperire le risorse per soddisfare questi progetti”. Ogni squadra poteva produrre più di una soluzione e utilizzare il linguaggio di programmazione preferito: durante la gara una leaderboard mostrava i punteggi real-time man mano che le soluzioni venivano inviate, dando modo sia ai partecipanti sia ai Code Masters di valutare l’andamento di ciascun team e misurare via via la bontà delle soluzioni. Anche se non è garanzia di un’assunzione al 100%, è chiaro che i 4 vincitori di Hasheti godranno di un percorso privilegiato per entrare in Reply una volta terminati gli studi. Insomma, divertirsi programmando è sempre di più la chiave per trasformare quello che all’inizio è un hobby talentuoso in una professione. E per Google e Reply, tra gli altri, il modo per selezionare i talenti perfetti per le loro esigenze, distintisi in una gara in cui a emergere sono davvero bravura e competenza. Visto il successo, chiude Cusinato, l’iniziativa verrà ripetuta già nel 2018: “A settembre è in programma un’altra sfida dedicata al mondo degli hacker e poi a fine anno probabilmente un nuovo contest per il coding”. Se i giovani hacker vogliono entrare nell’orbita di una multinazionale che ama sperimentare, è l’occasione giusta.