Se Alessandro Bergonzoni avesse avuto a disposizione il Tubo forse avrebbe creato gli stessi video di Sio, uno dei più interessanti YouTuber italiani. Simone Albrigi, veronese classe 1988, ha dalla sua uno spiccato senso dell’assurdo, del gioco di parola arguto, del calembour, proprio come il grande artista italiano. La differenza però è che non usa il teatro o i romanzi per veicolarlo ma una piattaforma che in Italia offre pochi spunti davvero originali. A livello personale invece Sio si distingue dagli altri YouTuber per un approccio genuino alla Rete, che non cerca consensi o like, che non urla, evita le parolacce e rifugge dall’umorismo facile dei cinepanettoni. “Io cerco di distanziarmi il più possibile dall’umorismo tradizionale e non lo dico per tirarmela”, ci racconta Albrigi, “Secondo me ci sono tanti modi per far sorridere. Ce n’è uno che fa usare il cervello e l’altro che non lo fa e magari fanno ridere entrambi ma io preferisco il primo”. A differenza dei suoi colleghi non crea video per diventare famoso ma per divertimento. “Disegno fumetti dall’età di otto anni cercando sempre di sperimentare con diversi mezzi”, racconta, “Il primo video è arrivato nell’autunno 2012, quando ero in Giappone a lavorare come insegnate d’inglese e italiano” e poi non si è più fermato. Anche ora che è tornato in Italia continua a produrre le sue animazioni umoristiche al ritmo di due o tre al mese. Sul suo canale chiamato Scottecs incontriamo Jimmy Verdoora Rhapsody, la canzone di “un ragazzo che camminava con i piedi, mica con le mani”, ma anche le storie del Dottor Culocane, parodie dei programmi pseudoscientifici che ci spiegano che il “Sette è la misura massima di qualsiasi cosa” e che l’“Acqua è il veleno più potente del mondo fin dagli antichi greci di Roma”. La sua produzione è continuativa nel tempo ma discontinua nello stile, passando da animazioni demenziali agli sfaceli delle canzoni tradotte con Google Translate. Dipende insomma da ciò che vuole fare in quel momento. Per Albrigi YouTube “non è un gradino per arrivare a cinema e TV ma una piattaforma che mi lascia la massima libertà”. E a quanto pare funziona visto che ci campa. Albrigi non raggiunge certo i livelli di PewDiePie, lo svedese di 24 anni da 4 milioni di dollari l’anno, ma con i suoi due-tre milioni di visualizzazioni al mese porta a casa “dagli 800 ai duemila euro mensili”, abbastanza insomma per fare di una passione un lavoretto part time e poi è “più o meno quanto prendevo in Giappone come insegnate”. Un motivo in più per tornare nella terra natia dopo due anni nel Sol Levante.

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Secondo Albrigi il segreto per diventare famoso è semplice: “Non smettere mai di fare ciò che mi piace”. Sembra un precetto zen ma lui ci crede. “Non ho iniziato a fare video pensando che potessero avere successo, li ho solo fatti. Poi ho visto che avevano successo e così ho pensato che se quello che mi è piaciuto fare una vola ha avuto successo allora posso continuare a farlo”. Facile, insomma. Non mancano certo i detrattori come il gamer Zeb89AceGamer che in un post su Facebook ha attaccato Sio senza mezze parole: “Crea la peggiore immondizia su YouTube Italia, almeno secondo me”, ha scritto il giocatore, “Video senza senso che mettono la depressione. Chi trova il format del nonsense intrattenente è di mente semplice”, prosegue parlando di “Umorismo spicciolo, infantile e francamente irritante. Sta di fatto che l’immondizia viene vista ben volentieri”. Tra i YouTuber, come tra le divette della TV, non mancano invidie epiccole lotte intestine ma ad Albrigi non interessa. Non giudica i suoi colleghi ed è Zen. Proprio come Bergonzoni.

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