Il mondo non è ancora tutto completamente blu. Perché anche se Facebook domina incontrastato un po’ ovunque – di fatto ha raggiunto quasi due miliardi di utenti attivi al mese, precisamente 1,89 miliardi nel mondo, con una raccolta pubblicitaria da 8,63 miliardi di dollari nel solo ultimo trimestre del 2016 – esistono alcune aree del pianeta in cui il social di Mark Zuckerberg è ancora nelle retrovie. Si tratta di realtà geografiche grandi, ma dai confini ben delimitati, nazioni che contengono specificità negli stili di conversazione, nei linguaggi, nelle dinamiche di relazione offline che si riverberano online. In questi Paesi attecchiscono social da noi completamente sconosciuti e che trovano terreno fertile anche in vincoli e controlli statali e governativi. «Oggi Facebook registra una resistenza soprattutto nei territori dell’ex Unione Sovietica e in Cina: qui persistono identità culturali specifiche», afferma Vincenzo Cosenza dell’agenzia di social media intelligence BlogMeter.

È lo stesso Cosenza che ormai da nove anni scatta la fotografia annuale sulle vite social di ogni angolo del mondo. Una istantanea navigabile su Vincos.it e che restituisce il senso delle proporzioni nell’impatto dei big player mondiali dell’hi-tech.

Proprio partendo dai dati Alexa del 2016 si scopre che il social col pollice insù regna incontrastato per buona parte del mondo connesso. Ma non per la totalità. «Siamo passati da una situazione con molta frammentazione per nazione a un dominio spiccato di Facebook. Complici la maturazione dell’utilizzo e la diffusione pervasiva  il social di Zuckerberg gode di una stabilità destinata a durare nel tempo», afferma Cosenza. C’è da dire però che a Menlo Park questa mappa non esclusivamente monocolore in alcuni contesti geografici non dovrebbe spaventare. In realtà la crescita di Facebook fa sì che questo social oggi sia presente come prima scelta di navigazione in 119 dei 149 Paesi analizzati.

La mappa con i social network dominanti per paese
La mappa con i social network dominanti per paese

 

 

Il mondo oltre Facebook

Cosenza parla però di dominio spiccato. Che non significa assoluto. «Nell’ultimo anno l’armata di Zuckerberg è dovuta indietreggiare in ben nove territori del mondo». Paese che vai, social che trovi, si potrebbe dire. In cinque Paesi Facebook è stato fermato da Odnoklassniki, social russo sviluppato da Albert Popkov e lanciato nel 2006 con più di 148 milioni di utenti registrati e 33 milioni di visitatori unici ogni giorno. Per Alexa questo social si posiziona cinquantesimo nella classifica dei siti Internet più visitati al mondo.

Sempre in Russia domina Vkontake, fondato dal programmatore russo Pavel Durov, anche in questo caso nel 2006. In altri due Paesi c’è il social professionale LinkedIn, nella galassia Microsoft dallo scorso anno. E poi c’è l’avanzata di Instagram, in linea con la virata fotografica nella condivisione sui social. «In alcuni Stati come Botswana, Mozambico, Namibia, Iran, e Indonesia prevale l’interesse per questo social network fotografico». Dall’Africa alla Cina. Perché in Oriente si impone incontrastato QZone, mentre in Giappone continua ad avere la meglio Twitter. «Anche se nella realtà nipponica c’è una presenza di network prevalentemente basati su dispositivi mobili, che sono di difficile rilevazione per questo tipo di analisi».

 

I social network piazzati in seconda posizione per singolo paese
I social network piazzati in seconda posizione per singolo paese

 

Medaglia d’argento per Instagram e Twitter

Sul podio la medaglia d’argento parla il linguaggio universale degli hashtag, con i cancelletti declinati nelle bacheche fotografiche di Instagram o nei messaggi da centoquaranta caratteri del social cinguettante Twitter. Infatti dietro le posizioni di leadership – che appartengono prevalentemente a Facebook – nelle 57 nazioni analizzate si nota una competizione serrata tra Instagram (al secondo posto in 37 Paesi) e Twitter (presente in 8). «Il primo è cresciuto fino a conquistare 600 milioni di utenti mensili, mentre il secondo è rimasto fermo a 320 milioni», conclude Cosenza.

Ma la vera sorpresa di questa analisi 2017 è Reddit, la piattaforma americana di social news e intrattenimento nata dodici anni fa e nella quale gli utenti registrati possono pubblicare contenuti in forma di post testuali o collegamenti ipertestuali. Ebbene, questo forum 2.0 ha conquistato la seconda posizione in cinque nazioni: Australia, Canada, Danimarca, Norvegia, Nuova Zelanda. E all’orizzonte, ma non censiti da questa mappatura, si stagliano altri agguerriti social, quelli dell’instant messaging che intercettano l’utenza dei più giovani, armati oggi di smartphone e tablet.

Tra tutti c’è Snapchat, il servizio di messaggistica istantanea prossimo allo sbarco in Borsa e che appassiona la generazione dei “teen” (arrivando a un 44% di utilizzo della fascia anagrafica tra i 13 e i 17 anni). Ecco, oggi l’arena digitale è spaventata da questo fantasmino. Perché i fantasmi nel mondo dei social media fanno ancora paura.