L’ultimo appello è del febbraio 2014, ma c’è da scommettere che non si fermeranno qui.  “Ora che il Futuro è finalmente arrivato, signor Presidente, che facciamo, lo vogliamo adottare questo Freedom of Information Act?’. L’Iniziativa per l’ adozione di una legge che garantisca trasparenza e diritto alla libertà di informazioni sulla Pubblica amministrazione, in Italia lanciata dalla piattaforma  Foia.it, che riunisce singoli e associazioni impegnate sul diritto all’accesso, non ha perso tempo nel ricordare a Matteo Renzi, divenuto premier nel frattempo, che in Italia siamo ancora lontani da una vera rivoluzione che modifichi in modo radicale l’impostazione del rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadini.

Non basta infatti il Decreto Trasparenza in vigore dall’aprile 2013 per portare il nostro Paese a livello della Gran Bretagna, dei Paesi Scandinavi o degli Usa.  Al centro della campagna, infatti, sottoscritta da oltre duemila persone, dovrebbero essere aboliti dalla normativa vigente la restrizione che consente l’accesso ai documenti pubblici unicamente a coloro che hanno un interesse “diretto, concreto e attuale” e giuridicamente tutelato; l’obbligo di motivare la richiesta d’accesso ai documenti, semmai dovrà essere caso mai la Pubblica Amministrazione a motivare un eventuale diniego all’accesso. E il divieto di accedere ai documenti pubblici per esercitare un controllo dell’operato delle Pubbliche Amministrazioni, vorrebbe dire equiparare la normativa italiana in materia a quella del resto del mondo.

Tutte resistenze alla trasformazione che “scottano” e si riflettono negli ultimi scandali su grandi opere e corruzione, ma anche sulla difficoltà di reperire informazioni sullo stato delle bonifiche dei territori contaminati o sui dati sanitari delle popolazioni. Nel primo rapporto “The Silent State”. Silenzio di Stato, dall’associazione Diritto di Sapere che ha documentato attraverso un proprio monitoraggio sull’accesso civico soltanto un quarto delle richieste ha ricevuto risposta (27%) e solo il 13% delle richieste ha avuto un riscontro pienamente soddisfacente per chi aveva effettuato la richiesta.

Da qui l’idea di LegalLeaks, il primo manuale sull’accesso all’informazione dedicato a cittadini e giornalisti, in collaborazione con la rete LegalLeaks, con Access-Info Europe e grazie al sostegno della Open Society Foundations.

E grazie all’attivista libanese di Trasparency International, Alexandre Salha, sempre su Diritto di Sapere parte un’analisi comparativa delle leggi  per l’accesso all’informazione in otto diversi Paesi, tra cui l’Italia.

http://www.foia.it/

http://www.dirittodisapere.it/

http://www.access-info.org/

http://www.transparency.org/