La scena è quella che si svolge in una una vera sala operatoria dotata di attrezzature e sofisticate tecnologie; ad essere sdraiato sul lettino è un paziente-robot collegato ai monitor dei parametri vitali che pulsano come se fossero veri; il chirurgo è uno studente di medicina, a guidarlo il suo docente. Dall’altra parte del vetro, nella cabina di regia, due specializzandi al computer seguono l’intervento e senza preavviso inducono una crisi cardiaca, un’emorragia, o un altro tipo di emergenza,  che lo studente deve imparare a gestire. Nonostante l’adrenalina, e lo scenario estremamente realistico, per questa operazione il rischio è zero.

Siamo all’interno del Simulation Lab, 2000 metri quadrati tra i più tecnologici e grandi d’Europa, fiore all’occhiello del Campus di Humanitas University di Rozzano-Milano, dedicato alle Life Sciences e unica esperienza in Italia di integrazione tra ospedale, laboratori di ricerca, università e residenza universitaria (240 posti letto la cui apertura è prevista per l’estate 2018).

Il Campus è una piazza aperta verde sulla quale si affacciano grandi vetrate. All’interno gli spazi sono concepiti per promuovere le occasioni di incontro e di scambio tra docenti (tra cui 3 premi Nobel) ricercatori (quasi 300 provenienti da 16 paesi di 4 continenti) e allievi provenienti da ogni parte del mondo (il 44% degli iscritti è straniero). E tra aule high-tech, la biblioteca digitale, l’Anatomy Lab e le sale di debriefing (dove studenti e insegnanti riesaminano tramite le videoregistrazioni le simulazioni eseguite), il Mario Luzzato Simulation Center permette di riprodurre le stesse situazioni che medici, infermieri, fisioterapisti e in generale i professionisti sanitari vivono dalla corsia di reparto alla sala operatoria, garantendo agli studenti la possibilità di esercitarsi con strumenti e bisturi e ai professionisti di perfezionare le loro tecniche o provarne di nuove in totale sicurezza. Vengono infatti riprodotti fedelmente ambienti ospedalieri differenti, dalla corsia di reparto all’area emergenza, dalla sala operatoria a quelle di endoscopia e angiografia. Un modello di apprendimento attivo per un’assimilazione più veloce.

E oltre a studenti, specializzandi e personale dell’ospedale, nel Simulation Lab possono accedervi anche aziende e professionisti interessati a usufruire di uno spazio che riproduce in maniera fedele gli ambienti di una moderna struttura ospedaliera, per testare strumenti chirurgici o endoscopici in un contesto realistico o per perfezionare la loro formazione.

L’innovazione nella didattica non è soltanto un cambiamento del luogo di apprendimento, ma anche delle modalità stesse, con metodologie didattiche multidisciplinari e interattive (come il Problem based learning, il Case method, il Problem solving, le Concept maps). La maggior parte del lavoro è organizzata per essere svolta in piccoli gruppi, con il supporto di un tutor – uno ogni due studenti – , tra cui ci sarà anche Watson di Ibm. Tra le sfide di Humanitas University c’è infatti anche l’uso dell’intelligenza artificiale in Medicina e la capacità di coniugare innovazione e umanizzazione.

Gli studenti dell’Ateneo saranno tra i pochi in Europa a potersi avvalere in futuro di Watson, un Tutor Cognitivo per assistere sia i medici sia gli studenti di medicina con un percorso di studio personalizzato attraverso la scelta di contenuti, simulazioni, commenti e approfondimenti basati sul livello di conoscenze del singolo studente, mediante una semplice interfaccia quale può essere un’app.

Il Tutor cognitivo Medico offrirà contenuti di tipo medico e clinico, curati da Humanitas University sulla base della letteratura scientifica, delle informazioni ricavate dai pazienti in forma anonima, come le cartelle cliniche in formato elettronico (Emr) e dell’esperienza dei medici di Humanitas. Inoltre, aiuterà gli studenti a esplorare situazioni complesse e a scegliere tra diverse informazioni cliniche, aumentando le loro capacità potenziali al momento di simulare decisioni di tipo medico in termini di diagnosi, esami e cure.