Uno smartphone offerto ai clienti degli hotel. Con chiamate illimitate e, soprattutto, connessione gratuita, senza i costi di roaming. Oltre alla possibilità di utilizzare questo device per acquistare biglietti di concerti e mostre oppure prenotare il servizio in camera.

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Tutto questo è Handy, lo smartphone ideato da Tink Labs, una startup nata quattro anni e mezzo fa ad Hong Kong che si sta affacciando sul mercato italiano. «Siamo presenti a Milano, Roma, Genova, Venezia e Firenze, copriamo 10mila stanze in un centinaio di alberghi», spiega al Sole24Ore Terence Kwok, 25enne founder e ceo che lo scorso anno ha raccolto 125 milioni da investitori che hanno deciso di sostenere la sua conquista del mercato internazionale. Come ha scritto TechCrunch, tra i finanziatori ci sono il colosso taiwanese dell’elettronica Foxconn, il fondo di investimenti Sinovation Ventures e Cai Wensheng, angel investor e presidente di Meitu, app cinese del fotoritocco.

Obiettivo quello di arrivare entro fine 2017 a coprire 50mila camere in 500 alberghi in Italia, un milione di stanze a livello mondiale. «Inizialmente la nostra idea era quella di noleggiare degli smartphone all’interno degli aeroporti», racconta Kwok, «ci siamo però resi conto in fretta che non si trattava di un business scalabile: quando atterranno le persone vogliono arrivare in albergo il prima possibile». Di qui l’idea di far trovare lo smartphone direttamente in hotel. Un device sul quale gli utenti trovano mappe della città e che possono usare per prenotare ristoranti, posti a teatro e visite ai musei. Ma sul quale sono installate anche le app dei principali social newtork.

Un servizio per gli ospiti, dunque, ma anche un costo in più per gli hotel. Che trova però il modo di essere ripagato. Intanto, «misurandola prima e dopo l’introduzione di Handy, abbiamo visto che la valutazione media degli alberghi su TripAdvisor cresce di 0,31 punti». Ma non c’è solo questo: in ballo ci sono i dati generati dai clienti. «Per noi la privacy è fondamentale», premette Kwok quando gli si chiede come vengano impiegati. La garanzia è che al check out dalla memoria degli smartphone vengano cancellati password dei social network e cronologie dei browser. Durante il soggiorno, però, «sono forniti in forma anonima all’hotel». Che ha così modo di analizzare comportamenti e richieste dei propri ospiti e calibrare i propri servizi sulla base di questi dati.

Nato per superare le problematiche legate al roaming internazionale, a giugno dovrà fare i conti con l’abolizione di queste tariffe per i cittadini europei in viaggio all’interno dell’Unione. Una prospettiva che però non spaventa Kwok: «già oggi il servizio che offriamo va oltre la connettività. Ad Hong Kong, ad esempio, con Handy si possono comprare i biglietti per Disneyland e metterli sul conto della stanza. Oppure si può usare per regolare l’aria condizionata all’interno della stanza». Ed è con servizi che vanno al di là della “semplice” eliminazione del roaming che Tink Labs si muove alla conquista del mercato.