Venerdì scorso Alphabet, la holding proprietaria di Google, ha ufficializzato un investimento nella cinese Chushou, la piatta-forma online specializzata nel live streaming di mobile gaming competitivo.
Senza rivelare l’entità del pacchetto acquisito né la valutazio-ne della startup dopo il round (serie D), in tutto Chushou ha raccolto 120 milioni di dollari dalla sua fondazione, nel 2015. Gli stage di finanziamento erano stati di iniziali 20 milioni e, un anno fa, di 58 milioni di dollari.
All’operazione di aumento del capitale hanno partecipato anche gli investitori precedenti, Qiming Venture, Shunwei Capital e Alpha X Capital.
Con 250mila dirette e 8 milioni di utenti giornalieri, la piatta-forma esportiva potrebbe rivelarsi per Google la chiave di ingresso al territorio cinese, dove il motore di ricerca è sotto-posto al blocco governativo dal 2012.
Di suo – si legge nel comunicato ufficiale – Big G aiuterà ad allargare il bacino di utenza dell’azienda cinese a livello globa-le. E proverà, si potrebbe azzardare senza molti dubbi, a co-struire un degno concorrente di Twitch, la piattaforma regina dello streaming videoludico acquisita nel 2014 da Amazon per 970 milioni di dollari.
Per la holding fondata da Sergey Bin e Larry Page è il secondo investimento di sempre in Cina: nel 2015 aveva acquisito un pacchetto di minoranza nel round da 75 milioni di dollari complessivi a favore di Mobvoi, una startup di Pechino spe-cializzata in intelligenza artificiale.
Una strategia di conquista del mercato proseguita con la fon-dazione del Google Ai China Center, con l’organizzazione lo scorso maggio a Wuzhen del match di Go fra il software di Google DeepMind, AlphaGo, e il primatista mondiale, Ke Jie – rimbalzata più oltreconfine che sui media locali – e con la par-tecipazione qualche settimana fa dell’amministratore delega-to, Sundar Pichai, alla quarta World Internet Conference promossa dalla Cyberspace Administration of China.
Per questo non è una sorpresa che, con l’intelligenza sinteti-ca, a fare da cavallo di Troia per le mire espansionistiche di Mountain View siano l’esport e la sua fruizione, ambiti già presidiati con YouTube Gaming e sempre più popolari in tut-to il territorio asiatico.
Proprio in Cina ha sede anche Tencent, holding fra le cui pro-prietà svettano League of Legends, un titolo da 100 milioni di utenti unici al mese, e Arena of Valor, che con 80 milioni di utenti quotidiani e più di 200 milioni mensili è oggi il video-game più redditizio al mondo. E sì, in attesa della versione per Nintendo Switch annunciata lo scorso settembre, per ora lo si gioca sul telefono. Spesso in live streaming.