C’erano una volta i videogiochi musicali. Già, c’erano una volta. Con gli anni il settore si è assopito, e la galassia games è approdata verso altri lidi. Giochi come Guitar Hero e Rock Band, negli anni sono riusciti a riscuotere un buon successo. Poi qualcosa si è spezzato. Eppure una tematica rimane quanto mai viva: può un simulatore musicale, prodotto da una console, ricalcare quella che è veramente la musica. Le risposte sono sempre state molteplici. Per alcuni, sfiorare le corde Super Bullets di una Stratocaster regala emozioni che nessun videogioco potrà mai imitare.

A guardate le cose da un angolo differente, però, si può intuire come un videogames musicale può avere un ruolo che va al di là dell’interpretazione più ludica. Un videogioco ben fatto, che attrae adolescenti ma anche adulti, può avvicinare alla musica. Per rendere più semplice il concetto: può fare quello che sta facendo Instagram al mondo della fotografia, cioè creare passione.

Intanto torna sugli scaffali Guitar Hero (per Ps4 e Xbox One), in una versione del tutto rinnovata che si chiama Live. Il gioco è stato letteralmente rivoluzionato dagli sviluppatori della Freestyle Games a partire dalla chitarra. Quella nuova presenta due file composte da tre bottoni cadauna che meglio riflettono il modo naturale in cui le persone suonano. Per i principianti, è possibile giocare gestendo semplicemente gli ultimi tre tasti. I giocatori di medio livello possono invece abilmente giocare utilizzando la combinazioni a due file che fanno il verso ad accordi reali. I più esperti, invece, possono cimentarsi nel creare accordi complessi e combinazioni di dita. Cambia la prospettiva, perché con Live il giocatore avrà davanti a se una platea di fan scatenati, e verrà inserito in band già formate.

Con la nuova versione sono state introdotto due potenti modalità di gioco, iniziando da un punto di vista in prima persona dove il giocatore è sul palco ed è lo star dello show. L’esperienza live-action promette grandi cose, con un pubblico che reagisce in tempo reale a seconda della qualità dell’esibizione.

Un’evoluzione grafica straordinaria, alla quale hanno lavorato esperti di livello internazionale. La regia di produzione è stata seguita da Giorgio Testi, regista musicale italiano che nella sua carriera ha lavorato con gruppi come i Rolling Stones e gli Oasis. Testi si è avvalso dello studio di effetti speciali Framestore, lo stesso che nel 2014 ha vinto l’oscar per Gravity.

Proprio a Testi abbiamo quale sia, secondo lui, il rapporto fra videogioco e musica: «Esiste un rapporto fortissimo. E sono convinto che più si creano progetti interattivi, più si dà la possibilità di crescere. Posso dire, poi, che anche per la musica, può essere questa una vera boccata d’ossigeno anche dal punto di vista finanziario». Anche il feedback che i musicisti veri hanno dato dopo l’utilizzo di Guitar Hero Live è importante: «Sono stati tutti commenti molto positivi» ci dice Testi, che poi parla del suo lavoro nella produzione del gioco (abbastanza diverso da ciò che fa di solito) come un «un’esperienza bellissima, stimolante e molto divertente, sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista umano».