C’è il primo collegamento fibra ottica nazionale a velocità 200 gigabit, grazie a nuove tecnologie. L’ha realizzato Open Fiber (società Enel) tra Roma e Firenze, come “spina dorsale” (backbone) della nuova rete. “Il collegamento è già attivo e sarà usato non appena completeremo gli altri della nostra maglia nazionale, entro marzo”, dice Stefano Paggi, direttore Network & Operations Cluster C e D di Open Fiber (sono i cluster, ossia le aree geografiche, dove la società costruisce la rete con i fondi del piano banda ultra larga nazionale, di cui ha vinto gli ultimi bandi).

Il nuovo collegamento fotonico, denominato Zion, usa la tecnologia “Flex Grid” di Huawei (per la trasmissione ottica del segnale), su infrastruttura fibra ottica passiva di Terna.

La principale novità concreta è l’alta velocità raggiungibile: “200 Gigabit, che possono essere portati a 400 con un semplice comando software. Senza cambiare apparati. Laddove tipicamente i grandi link fibra si fermano a 40 Gigabit in Italia. Noi siamo i primi in Italia e tra i primi in Europa a raggiungere queste prestazioni”, dice Paggi.

Il fattore di innovazione è come è stato possibile raggiungere questa velocità. “L’aspetto positivo di dover partire da zero nel costruire la rete è che possiamo usare le ultime tecnologie, con uno sguardo al futuro”, dice Paggi. “Quindi arriviamo a 200 Giga grazie a una nuova capacità di modulazione del segnale e correzione degli errori. La codifica della linea, insomma, è potenziata, con le tecniche 16 Qam (Quadrature amplitude modulation), 8Qam, Qpsk (Quadrature phase shift keying)”.

“La velocità è ottenuta anche grazie al nuovo hardware utilizzato. È il più evoluto sul mercato nella componentistica digitale/ottica (laser, ricevitori, circuiti)”.

Infine, a un livello superiore, di gestione della rete, sono utilizzati meccanismi di reinstradamento automatico dei percorsi ottici, nuovi sistemi di monitoraggio e controllo della fibra ottica, e con il paradigma Sdn (Software defined network) per l’automatizzazione dei processi di servizio e di rete.

“Significa che è possibile gestire in modo più automatico e intelligente la rete, ottimizzando la qualità del servizio e arrivando a calibrarla in modo più preciso. Possiamo garantire ai clienti (ossia a tutti gli operatori tlc, che poi offrono il servizio all’utente) specifiche prestazioni in termini di velocità, latenza”, dice Paggi

Questa novità conferma che anche grazie all’arrivo di Open Fiber l’Italia è entrata in una fase di concorrenza estesa nel mercato fibra ottica. Dove gli attori si confrontano non solo sulle offerte ma anche sulla qualità del servizio. E questa dipende in vario modo dall’utilizzo di nuove tecnologie, oltre che ovviamente dalla capacità di gestione della rete da parte dell’operatore (aspetto, quest’ultimo, che sarà messo alla prova solo con il decollo degli abbonamenti anche su rete Open Fiber, tuttora agli inizi).

Partita importante, per l’Italia, se si considera che il backbone in fibra ottica (la sua qualità e affidabilità reale) è colonna portante di tutte le innovazioni attese, comprese quelle del 5G, dell’internet delle cose, dell’Industria (Impresa) 4.0.