Chevrolet Corvette C2, Jaguar F-Type Coupé, Ford Fusion, Toyota Prius sono solo alcune delle auto presenti in Fast and Furious 8, nuovo capitolo in uscita il 13 aprile di una saga che ha costruito il proprio stratosferico successo (3,8 miliardi di dollari di incassi) tanto sul variegato cast di attori quanto sul parco bolidi in scena. Ma immaginate se le vetture cambiassero sullo schermo a seconda del mercato in cui viene proiettato il film: e cioè se quello che in gergo viene chiamato “product placement” potesse essere modulato in base ai gusti del pubblico e ai desideri degli inserzionisti, senza dover girare una versione di ciascuna scena per ogni area geografica, cosa impossibile per il lievitare dei costi. L’ipotesi potrebbe diventare presto realtà grazie a una rivoluzionaria tecnologia presentata da The Mill, casa di effetti visivi londinese, insieme ad Epic Games: nel cortometraggio The Human Race, una Chevrolet Camaro ZL1 è protagonista di una corsa a perdifiato contro un futuristico prototipo della casa americana a guida autonoma. Tuttavia ciò che si vede non è una vera auto, ma un modello 3D la cui rappresentazione sullo schermo è calcolata in tempo reale. E quindi modificabile, nel colore ma anche nel modello, proprio mentre le immagini scorrono sullo schermo, con la semplice pressione di un tasto.

Solitamente quando bisogna inserire  un oggetto digitale nella scena di un film girata dal vivo, il computer lo sovrappone fotogramma per fotogramma, ma l’operazione richiede lunghissimi calcoli al computer per ottenere l’immagine finale, perché oltre a geometrie e ingombri bisogna far combaciare l’illuminazione di vero e finto per non spezzare l’illusione. Perciò il cosiddetto “rendering” si svolge nella fase di postproduzione, dopodiché si ottiene la versione definitiva che sarà proiettata al cinema. Nel caso di The Human Race però tutto questo avviene mentre la corsa tra auto è in scena, grazie al software Unreal Engine 4, prodotto da Epic Games, solitamente utilizzato per calcolare in tempo reale le scene dei videogame grazie alle schede grafiche installate su Pc e console. E se il “motore di gioco” ha mostrato le sue incredibili potenzialità per creare titoli interattivi come Gears of War 4 o Batman Arkham VR, qui fa il suo debutto nel cinema (e nella pubblicità), seppure in versione demo, aprendo a possibilità senza precedenti: in futuro i registi potrebbero visualizzare gli effetti speciali e modificarli in tempo reale durante le riprese, per giudicare subito l’aspetto definitivo di una sequenza, ma potrebbero anche cambiare oggetti o personaggi in base ai diversi mercati oppure al responso del botteghino e, perché no, potrebbe essere data la possibilità agli spettatori del mercato home-video di selezionare il colore o l’aspetto di alcuni elementi del film.

Tutto ciò nel cortometraggio The Human Race è reso possibile da un’autovettura vera e avveniristica chiamata Blackbird, sviluppata da The Mill, che assomiglia a quelle di Mad Max e ha disseminati sul telaio tutta una serie di codici QR che servono a tracciarla nello spazio per far collimare il modello 3D con quello reale inquadrato dalla cinepresa, oltre a una serie di telecamere che riprendono la scena a 360 gradi e catturano l’ambiente per generare riflessi, luci e ombre realistiche sul modello digitale. Non è difficile immaginare che lo stesso tipo di concept possa essere utilizzato con oggetti o personaggi digitali: basterà tracciare la posizione in scena di oggetti fittizi o mimi dotati di apposita tecnologia motion capture, come già avviene nella maggior parte dei blockbuster ad alto tasso di spettacolarità, per avere il riferimento su cui creare poi il rendering in diretta. Modificabile a piacimento, con un clic.