Imparare ad argomentare e a spiegare le proprie ragioni, farsi ascoltare, essere efficaci nel racconto a partire dalla capacità di sintesi. In poche parole l’arte di parlare bene, la retorica già insegnata nel mondo classico da autori del calibro di Platone e Cicerone, torna a essere protagonista nelle aule scolastiche. Con una forma innovativa che utilizza il format di Ted, la piattaforma web che ha fatto degli interventi in pubblico, rigorosamente contenuti in diciotto minuti, la modalità per comunicare “le idee che vale la pena diffondere”. Ed è meglio partire fin dai banchi di scuola, perché “nell’epoca della rete, in cui ciascuno ha accesso al sapere universale, l’aula è uno spazio prezioso per condividere le conoscenze”, spiega Elena Ugolini, preside del liceo Malpighi di Bologna.

E’ stata lei ad aver avuto l’idea di proporre il format di Ted in chiave didattica dopo essere stata invitata a parlare al TedX Bologna e aver sperimentato di persona l’accompagnamento per costruire insieme l’intervento dal titolo “E’ la mancanza di senso a uccidere la scuola”. E con l’obiettivo di riportare senso all’interno delle aule Ugolini ha contattato il coordinatore europeo di TedGlobal, Bruno Giussani, che si è innamorato dell’idea, concretizzata nel protocollo recentemente firmato con il Miur. “Ho sperimentato direttamente che quello di Ted è un metodo fantastico per imparare a essere efficaci nel discorso e per la prima volta ho capito che in dodici minuti si possono dire un’infinita di cose, tanto più per gli italiani, non certo propensi alla sintesi – prosegue la docente bolognese, che è anche consigliere del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini -: la classe è per sua natura un palcoscenico pubblico in cui si devono fare comunicazioni in due sensi, fatte di rispetto dell’altra persona, di attenzione, di capacità di comprensione, in un concetto di capacità argomentativa”. E di sintesi, visto che i docenti si lamentano sempre del tempo che non basta mai.

Una capacità che diventa fondamentale per i ragazzi e per gli adulti di domani nel valorizzare le idee di valore dei ragazzi, “ideas worth spreading”, come recita il motto di Ted, rendendo così i ragazzi protagonisti. Perché idee e progetti di valore nascono anche nelle scuole italiane. Ne è un esempio Andrea Senacheribbe, il 19enne di Asti che l’anno scorso è arrivato alle finali del Google Science Fair grazie all’elaborazione di un algoritmo genetico utilizzato per la formulazione di un potenziale farmaco anti-Ebola. Grazie all’accordo con il Miur, i ragazzi delle scuole secondarie italiane potranno registrarsi sul sito di TedXYouthBologna, seguire le tredici lezioni per affinare la loro capacità oratoria e raccontare in un video – in italiano o in inglese – la loro idea in undici diverse categorie, dalle scienze alla musica, dall’arte alla tecnologia, dalle startup allo sport. Gli undici finalisti, selezionati dal web e da una giuria qualificata, saliranno sul palco di TedXYouty@Bologna in programma il prossimo 12 novembre all’Opificio Golinelli di Bologna.

D’altra parte la capacità oratoria è entrata da tempo di diritto nelle scuole e nei college inglesi e americani, concretizzando una di quelle competenze trasversali richieste anche dall’ordinamento italiano (ed europeo). Un percorso alternativo è quello che educa al dibattito proposto da Debate.org e oggi adottato anche da una decina di scuole lombarde.

Il format mutuato da Ted punta anche a formare i ragazzi a un uso costruttivo della rete: “La sfida è che i ragazzi iniziano a raccontare cose interessanti, usando il web per condividere le idee”, conclude Ugolini. Benissimo per i ragazzi. Ma la formazione allo storytelling o al public speaking, come oggi vengono indicate la capacità oratorie, non devono essere limitate solo agli studenti. Perché anche i docenti, oggi più che mai, devono imparare a farsi capire e conquistare l’attenzione dei ragazzi.