L’intuizione è stata centratissima, ma nel 1996 non era mica così scontata: «Noi siamo fortissimi nella vendita per corrispondenza. Ma la corrispondenza si svolgerà sempre più su internet. Ergo, noi dobbiamo diventare fortissimi su internet». Un sillogismo aristotelico. Tradotto in  strategia aziendale, lungimirante. Fu così che venti anni fa esatti, compleanno festeggiato con tutti gli onori del caso, la Fratelli Carli di Oneglia (Imperia) approdò in Rete. Quanto alla individuazione del dominio, anche quella si rivelò vincente, se non altro per l’immediatezza: oliocarli.it. A richiamare immediatamente il pezzo forte della casa, l’olio appunto, venduto in quattro qualità differenti. Solo più tardi è arrivato un più istituzionale (e internazionale) www.carli.com.

«Tutto è partito da lì – sorride Carlo Carli, responsabile della divisione alimentare, quarta generazione di famiglia -, da quel sito un po’ spartano che in realtà era una semplice vetrina di prodotti, cui avevamo aggiunto un carrello per gli acquisti. Grafica scarna, ma il risultato era funzionale». Oggi per la Carli (140 milioni di fatturato, 300 dipendenti) l’ecommerce pesa intorno al 15 per cento sul totale degli ordini e, quel che più conta, è arrivato a pareggiare le richieste inviate attraverso i canali di posta ordinaria (la parte del leone, invece, continua a farla il telefono). Il canale digitale, inoltre, cresce a ritmo impressionanti: nel 2015 ha registrato 140 mila transazioni, divise grosso modo a metà tra olio e altre specialità alimentari. Attualmente a Imperia, dove ha sede il reparto dedicato al web, operano sette persone, incaricate di curare i contenuti del sito e, ovviamente, gli ordini, che registrano picchi soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Insomma, per un’azienda che in un secolo e passa (per l’esattezza venne fondata nel 1911) di trasformazioni ne ha viste tante e che comunque ha tenuto duro sul proprio cavallo di battaglia, la vendita per corrispondenza e la consegna a domicilio, il mondo digitale è stato pressoché uno sbocco naturale. «Per giunta il web» garantisce Carli «ci ha ampliato la visibilità sui mercati internazionali, dove migliaia di consumatori sono affamati di prodotti agroalimentari italiani. A un certo punto abbiamo capito che era necessario creare siti ad hoc in Germania, Austria, Francia, Svizzera e Stati Uniti». Ma non c’è solo l’e.commerce, anzi: «La vera verità? Ormai non potremmo più fare a meno del dialogo continuo con i nostri clienti».