La crescita dell’e-commerce è un processo indotto. L’utilizzo di Internet si diffonde in modo così potente da trascinare qualsiasi componente ne faccia parte. Per questo, nonostante i demeriti di aziende che si affacciano al mercato virtuale con discreta superficialità, i numeri sono positivi. Il rischio, perciò, è che nel giro di qualche anno – esaurita la forza propulsiva della diffusione della Rete – la mancanza di nuove idee possa mettere a dura prova il settore. L’alternativa è fare le cose per bene. Raccogliere dati, analizzarli, profilare i clienti.

I Big Data entreranno prepotentemente nell’e-commerce e lo cambieranno radicalmente. Una massiccia quantità di dati, ordinata e profilata, migliorerà il commercio virtuale. L’obiettivo dichiarato è quello di tracciare il comportamento in Rete del consumatore. Partendo da qui, cioè da un’alta profilazione attraverso operazioni di data mining, le aziende saranno in grado di valutare i bisogni di ogni singolo consumatore. E un consumatore profilato è un consumatore al quale poter presentare un’offerta personalizzata, la più vicina possibile ai suoi desideri.

Organizzazione dei dati

Sicuramente la sfida più grande per la maggior parte delle aziende che fanno e-commerce è quella di raccogliere, archiviare e organizzare il maggior numero di dati possibile. E se le procedure di raccolta sono già di buon livello, il problema rimane quello di un’analisi corretta che renda questi dati interessanti. I Big Data Analytics serviranno a questo.

Decideranno i dati

I Big Data avranno un impatto notevole sulle decisioni delle aziende, perché permetteranno loro di prendere decisioni più consapevoli. Il fiuto, l’intuizione, le scommesse, rischiano di diventare fattori secondari in un’epoca così analitica. L’obiettivo è ridurre a zero errori e spese inutili, grazie a un’analisi dei dati precisa e complessa.

Personalizzazione delle offerte

L’analisi dei dati consentirà alle aziende di creare offerte più profilate e comunicazioni molto più personalizzate agli utenti. Grazie ai Big Data un commerciante sarà in grado di tenere traccia del comportamento di ciascun utente e di trovare il metodo più efficace per convertire i clienti da occasionali a fidelizzati.

«Quella dei Big Data è la grande sfida del mondo e-commerce» ha detto al Sole24Ore Roberto Lei, sales director di Hybris. A Monaco di Baviera, dove Hybris ha riunito analisti e clienti per presentare nuovi prodotti e per parlare del futuro dell’e-commerce, Lei ha spiegato che  «ci sono due tipologie di informazioni che riguardano il consumatore. Quelle esplicite e quelle implicite. Le prime sono le più semplici da raccogliere. Un consumatore che viene sul mio sito per comprare qualcosa, che si iscrive alla newsletter del mio sito, mi dà delle informazioni in modo esplicito, e per l’azienda è abbastanza facile identificarlo. Ma la vera sfida sta nelle informazioni implicite, e cioè quelle informazioni che il consumatore non sa di fornire». Un esempio? «Se un consumatore arriva sul mio sito web e naviga su determinate categorie di prodotto, questa azione mi dice “implicitamente” cosa piace all’utente». E poi c’è la storia dei social network, che sono probabilmente i più grandi contenitori di Big Data. «Quando facciamo un social login su un qualsiasi sito – ci ha detto Lei – non stiamo solamente semplificando il processo di iscrizione, ma stiamo fornendo a quel sito molte informazioni su di noi».

Informazioni che poi «vanno raccolte in un repository. Una mole esagerata di dati, che ad esempio Sap gestisce tramite la tecnologia Hana che associa alla gestione delle informazioni anche tutta una serie di analisi, restituendo in tempo reale i dati utili per migliorare la customer experience».