Le teorie sono giocabili? Le inchieste giornalistiche possono diventare simulazioni videoludiche? Certamente sì. Il collettivo della Molleindustria da tempo non solo teorizza ma pratica  la narrazione di sistemi complessi in simulazioni digitali. Paolo Pedercini il game designer italiano che ha fondato Molleindustria non è un intellettuale nell’accezione più odiosa del termine ma un vero sperimentatore che attraverso programmi, videogiochi
e demo sta dimostrando nei fatti come il medium ludico possa davvero diventare uno strumento di comunicazione dalle caratteristiche ancora inesplorate ma certamente straordinarie. L’ultima creazione è un management dal titolo suggestivo – To Build a Better Mousetrap. Il sottotesto lo è ancora di più:  si possono esplicitare le regole di una teoria in un sistema decisionale?

Sul tema c’è ampia letteratura e “solide” basi teoriche. Nel suo intervento  “I videogiochi e lo spirito del capitalismo” (da ascoltare) si può individuare una direzione chiara per una produzione di newsgame  (così li possiamo anche chiamare) che potrebbero davvero rappresentare idee di startup, idee editoriali digitali o strumenti d’istruzione di massa. Quello di Pedercini è lo sforzo di chi sta cercando di unire i puntini, di trovare una piattaforma (è il caso di dirlo) di approdo per giochi, simulazioni, mappe cognitive. Un luogo dove studiare e tradurre la realtà in un sistema di regole e di gerarchie.

Concettualmente è l’operazione del giornalista quando scrive una storia: fornisce una gerarchia alle notizie e implicitamente da una forma narrativa a un insieme di regole. Il lettore si muove all’interno di un percorso o labirinto che l’autore-giornalista ha studiato. Nei videogiochi i gradi di libertà (di movimento, esplorazione e interazione) del giocatore sono definiti dal programmatore. Ma concettualmente, ribadisco, l’operazione è la stessa.

To Build a Better Mousetrap - molleindustria

Nella fattispecie  del gioco pubblicato su http://www.molleindustria.org/ viene vivisezionato il Capitale di Karl Marx. L’intento della Molleindustria è stato quello di usare concetti appartenenti all’analisi marxista della società per descrivere il funzionamento del processo produttivo. Quindi, plusvalore, fordismo, alienazione, sovrastruttura non sono parole ma azioni, scelte, diventano gli elementi visivi di un gioco a tratti criptico e inquietante che però mette in essere quelle che sui libri sono definite le contraddizioni del capitalismo. Lo scopo? Potrai salvare il capitalsimo da se stesso?