Quaranta centesimi e un click sul touch screen del telefono per sfamare un bambino per un giorno. Combattere la fame tramite l’innovazione oggi si può e il ponte tra i nostri smartphone e i bambini degli ottanta paesi in via di sviluppo in cui opera il World Food Programme (Wfp) delle Nazioni Unite è l’applicazione ShareTheMeal, scaricabile gratuitamente dagli store Apple e Android.

Nata negli spazi dell’incubatore tecnologico del Wfp a Monaco di Baviera – specializzato nello sviluppo di soluzioni scientifiche e tecnologiche a sostegno dei paesi in via di sviluppo e delle popolazioni in difficoltà come profughi, migranti, vittime di carestie e catastrofi naturali – dal suo lancio nel 2016 ShareTheMeal è stata scaricata da oltre un milione di persone. Con i loro click, gli utenti hanno regalato circa 22 milioni di pasti a bambini residenti in Yemen, Siria, Sud Sudan, Nigeria, Leshoto, Giordania, Haiti, Libano, facendo così indirettamente un regalo anche agli sviluppatori, ai quali nel 2017 è andato il Social Impact Award, premio assegnato da Google alle applicazioni dal maggiore impatto sociale.

Ieri il lancio di una nuova campagna promozionale, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Ogilvy che l’ha ideata e realizzata gratuitamente. Punto di forza della comunicazione a sostegno della diffusione e dell’utilizzo dell’App, il conio di una moneta da quaranta centesimi, equivalente al costo di due pasti in uno dei paesi in via di sviluppo in cui opera il Wfp. “Naturalmente una simile moneta non esiste, eppure l’aiuto che può dare è concreto – assicura Massimiliano Costa, direttore del team di ShareTheMeal di cui fanno parte altri quattro italiani – dal telefonino che teniamo in mano varie ore al giorno alla tavola di un bambino affamato non passa altro che un tocco dello schermo e se pensiamo che nel mondo esistono venti volte più smartphone che bambini affamati, il senso della campagna e la sua ambizione di porre fine alla fame nel mondo diventano ancora più chiari. Puntiamo a rendere la lotta alla fame più facile, e magari un giorno non troppo lontano anche obsoleta”.