Le tipologie di cloud sono pubblico, privato e ibrido. La prima di queste segue il modello standard in cui un provider mette a disposizione delle risorse su internet. Garantisce scalabilità e affidabilità a un prezzo competitivo, di norma calcolato nella formula pay per use, che tende a diminuire i costi di hardware e manutenzione sostenuti dal cliente finale.

Il cloud privato è implementato all’interno dell’azienda che ne fa uso, con hardware, personale, standard e spazi propri. Permette di avere il pieno controllo delle policy di sicurezza e dell’intera infrastruttura, facendosi carico di tutti i costi di gestione, inclusi quelli per la sicurezza e la privacy. Si presenta come modello di IT agile, scalabile e configurabile anche nelle procedure da avviare ad esempio per lo smaltimento di hard disk rotti. Sono molti i player, tra i quali Microsoft, Dell e SAP, che vendono soluzioni di cloud privato.

Il cloud ibrido è una miscela dei primi due e sfrutta i vantaggi offerti da ognuno di questi. L’infrastruttura è gestita in parte dall’azienda al suo interno e in parte dal provider esterno, sfere mediate da sistemi che permettono di condividere le risorse in house e quelle fuori dalla rete aziendale che però devono essere compatibili e interoperabili. Comporta delle complessità che si traducono in capacità di gestire all’esterno alcune operazioni e alcuni tipi di dati, trattenendo all’interno le elaborazioni e le informazioni più sensibili o destinando all’esterno quelle che richiedono più capacità di calcolo, sgravando così l’azienda da costi superiori. È una soluzione adottata anche da quelle imprese che hanno già una rete interna consolidata e intendono migrare gradualmente a una soluzione cloud pubblico. Risulta essere un passo quasi obbligato per quelle aziende che dispongono di un’infrastruttura parzialmente non virtualizzabile, come i sistemi AS/400, e che tuttavia intendono assegnare all’esterno parte dei dati e della potenza di calcolo. In ognuno di questi casi i due emisferi dialogheranno tra di loro a prescindere da dove si trovino i dati da utilizzare, di norma ricorrendo ad un collegamento privato di tipo Multi Protocol Label Switching (Mpls) che permette l’instradamento di traffico multiprotocollo attraverso reti condivise. Si tratta di una soluzione scalabile, dai costi ridotti e sicura. Il traffico tra i nodi interni ed esterni all’azienda avvengono su percorsi divisi da quelli del traffico internet, garantendo così prestazioni elevate.