Cervello, cuore e coraggio. È fatta di queste tre componenti la bussola che guida Daniele Lago nel riprogettare gli spazi dell’apprendimento. Il 43enne designer e imprenditore, con la sua Lago Arredamenti, sta ultimando la consegna di alcune aule per gli studenti, di una per i professori e degli spazi comuni come atrio e corridoio del liceo Lussana di Bergamo, dove ha sviluppato degli spazi studiati appositamente per i circa 350 ragazzi delle quattrodici “classi scomposte” di Dianora Bardi, pioniera della didattica per competenze ai tempi del digitale.

Le classi scomposte prevedono che ogni studente si muova da un’aula all’altra in base alle competenze e un ragazzo di quinta liceo può trovarsi a seguire una lezione sul web condotta da un compagno di terza, per poi essere a sua volta docente in una classe nella quale si incontrano tante età diverse.

«Il cervello ci vuole sempre – spiega Lago -, perché è la parte razionale e forse anche quella più scontata in questo contesto, dal momento che una classe ha bisogno di funzionalità e razionalità. Ma in più c’è bisogno anche di una dimensione emotiva degli spazi».

Per questo il progetto bergamasco ha visto l’aggiunta di forme e colori caldi e di materiali come legno e stoffa che richiamano ambienti domestici. «L’educazione che riceviamo non è fatta solo dalle nozioni che ci vengono trasferite, ma anche degli spazi che viviamo e con cui entriamo in contatto perché il mondo fisico nel quale ci muoviamo determina anche le relazioni che sviluppiamo con le altre persone».

E il coraggio? «È quello di lasciare un po’ di follia nei progetti per indicare che l’individuo è libero di crescere. È per questo che negli spazi del Lussana ci sono anche altalene e poltroncine, che apparentemente poco c’entrano con un’aula di liceo. Credo questo sia molto importante perché la scuola oggi deve puntare soprattutto a essere strumento per liberare e far crescere i talenti, più che a costruirli meccanicisticamente”.

Gli studenti bergamaschi sono entusiasti della realizzazione ma il progetto di Lago associa alla visione anche la tecnologia, perché ogni componente degli arredi è dotata anche di un tag Nfc (Near field communication) come quelli usati per i pagamenti mobili che permette di collegarli con device mobili per scambiare contenuti come compiti, report e ricerche, ma apre anche la possibilità per i docenti di creare percorsi di lavoro collaborativi nella classe.

«Il design è una leva trasformazione sociale potentissima e la tecnologia auita – osserva Lago -, ma più che installare nuove Lim bisogna riuscire a creare spazi molto ricchi di empatia». La struttura del Lussana era certamente una sfida visto che l’immobile risale a prima della Seconda guerra mondiale e non è stato certamente concepito per il lavoro e lo studio collaborativo: quindi i vincoli architettonici non erano pochi.

«La prima cosa che ho fatto – spiega Bardi – è stata quella di chiedere ai miei studenti che cosa avrebbero voluto per studiare meglio in una nuova classe. La risposta è stata molto semplice: un ambiente domestico che gli permettesse di vedere video e chattare, ma anche leggere libri di carta e sentire musica o interagire con gli amici via web. In sostanza un ambiente nel quale potessero spostarsi e interagire come preferivano per arrivare a un risultato concordato con il docente». Il risultato ha già suscitato l’entusiasmo dei ragazzi direttamente coinvolti e l’invidia di chi, invece, è ancora in una classe tradizionale.

«Il costo è stato di circa 13mila euro per aula grazie anche allo studio Lago che si è sforzato di contenere i costi – osserva Bardi -. Non è basso, ma è inferiore alle classi 3.0 proposte a molte scuole e, a mio avviso, con un impatto più alto sulla qualità dell’apprendimento finale». Il Lussana fa infatti parte di uno studio di monitoraggio coordinato dall’Università Bocconi di Milano che ha lo scopo di seguire i progressi delle classi che usufruiscono di questi nuovi approcci didattici per confrontarli con i risultati di quelle tradizionali. L’appuntamento è per il 30 marzo pomeriggio quando i locali rinnovati del Lussana saranno aperti a tutta la città.