Magari ci sarà chi è più e chi è meno portato. Ma imparare a fare una startup è possibile. E di questi tempi una buona attitudine d’impresa è richiesta. In alcune scuole superiori ci sono da tempo dei corsi e, da quest’anno gli studenti possono certificare anche le proprie  competenze. “Ci sono arrivate 2mila candidature per mille certificazioni per le quali riusciremo a coprire i costi” spiega Miriam Cresta alla guida di Junior Achievement, associazione non profit internazionale impegnata a trasferire ai giovani e alla scuola le competenze e conoscenze fondamentali per il lavoro- “Tra i paesi partecipanti siamo tra quelli che hanno avuto più richieste”. A luglio i primi ragazzi (di età compresa tra i 15 e i 19 anni) otterranno Entrepreneurial Skills Pass (Esp), rilasciato da un ente di certificazione austriaco a seguito di tre self-assessment  e un esame online, al termine di un corso teorico-pratico. Al progetto pilota europeo partecipano anche l’Austria, la Repubblica Ceca, la Danimarca, l’Estonia, la Grecia, Malta, la Romania, la Slovacchia, la Svizzera.

Intanto è partito The Entrepreneurial School, un programma europeo grazie al quale in Italia saranno formati 440 insegnanti su contenuti di educazione imprenditoriale entro ottobre di quest’anno. Il primo Entrepreneurship Teacher Camp è avvenuto al Global Entrepreneurship Congress il 17 marzo scorso a Milano. Hanno partecipato 60 insegnanti di tutta Italia. Ora tra maggio e ottobre saranno impegnati in scuole hub territoriali – assieme ad altri soggetti come le assoociazioni di categoria – per formare complessivamente 440 insegnanti. Per il primo appuntamento tra il 10 e l’11 maggio a Bari si sono iscritti oltre 150 professori. Dopo Bari seguiranno Bergamo, San Giovanni La punta, Bagheria, Bari, Bolzano, Pontedera, Legnano. A livello europeo è stato istituito un award che verrà consegnato a luglio alla scuola europea che propone con standard elevati l’educazione imprenditoriale. “L’educazione imprenditoriale nelle scuole non solo aumenta le future chance di occupabilità degli studenti – spiega Cresta – ma cambia il rapporto coi docenti, che esplora strade nuove come quelle tecnologiche, sia il rapporto con le aziende che diviene più attivo”.

La Commissione Europea ha lanciato un piano d’azione  Entrepreneurship 2020″che si propone di far sviluppare un’esperienza imprenditoriale pratica a ciascuno studente prima di lasciare la scuola. Attualmente si stima che solo un bambino su 10 (10%) ha accesso a un’esperienza imprenditoriale pratica a scuola.

In Italia è attivo il programma Impresa in azione che coinvolge migliaia di studenti. E proprio a questi è rivolto il concorso per idee Ecopreneur promosso da Junior Achievement Italia e Abb Italia, in collaborazione con  Fondazione Accenture. Fino al 15 maggio le mini-imprese di studenti che hanno sviluppato un’idea imprenditoriale coerente coi concetti di sostenibilità, rispetto per l’ambiente e innovazione, oppure con la sostenibilità alimentare.