Un gadget, una telecamera che però non è destinata al solito pubblico degli smanettoni. Invece, la divisione che si occupa dei servizi cloud di Amazon, AWS, l’ha pensata per gli sviluppatori. È la prima telecamera al mondo per l’addestramento dei sistemi di machine learning e di deep learning. Il nome è AWS DeepLens,  la videocamera d è l’hardware che con orgoglio il Ceo di AWS, Andy Jassy, ha presentato sul palco di re:invent, la convention di sviluppatori AWS che anche quest’anno si tiene a Las Vegas e ha visto la partecipazione record di 43mila persone. Il sesto evento, forse l’ultimo nella città del Nevada che non riesce letteralmente più a contenere tutti i partecipanti (altri 60mila partecipano via streaming e ci sono più di 1.300 sessioni tecniche nella tre giorni di conferenze e meeting) nonostante sia spalmata su quattro diverse strutture congressuali.

 

Tra i vari annunci la telecamera di AWS è l’unico hardware e sembra richiamare la microcamera presentata da Google un po’ di tempo fa: si chiama Clips e registra in continuazione tutto quel che accade e il sistema di intelligenza artificiale locale “sceglie” cosa salvare in base a sistemi di machine learning per il riconoscimento e la valutazione dell’importanza di quel che accade. C’è però una differenza sostanziale. Clips è un prodotto consumer, mentre la DeepLens di AWS è destinata agli sviluppatori: al suo interno un algoritmo sofisticato di intelligenza artificiale dagli usi più diversi; nella dimostrazione sul palco di Las Vegas DeepLens permette di riconoscere le copertine dei dischi e l’espressione di chi le tiene in mano, se felice o scontento della musica. Oppure riconosce testo in immagini o in video. È un coltellino svizzero per iniziare a lavorare anche per sviluppatori con meno specializzazione sul machine learning, e familiarizzare soprattutto con i problemi di addestramento e ”sintonia a grana fine“ degli algoritmi di machine learning nella fase di apprendimento, una pratica che AWS sta cercando per quanto possibile di automatizzare, utilizzando altri sistemi di machine learning addestrati per questo scopo.

 

AWS nel complesso, come dimostrano anche gli annunci di re:invent, ha fatto notevoli passi avanti sul fronte dell’intelligenza artificiale. Anche per colmare il gap con i servizi offerti da Google e da Microsoft, ma anche per offrire ai suoi clienti – sostiene Jassy – una soluzione aperta e agnostica, cioè indipendente rispetto alle tecnologie. Gli annunci riguardano Amazon SageMaker, il nuovo motore per creare, addestrare e utilizzare servizi di machine learning (e AWS DeepLens è il sistema per consentire agli sviluppatori di lavorare direttamente con SageMaker), ma anche sul piano più applicativo con le soluzioni come Amazon Transcribe, Amazon Translate, Amazon Comprehend ed Amazon Rekognition Video. Che permettono agli sviluppatori di costruire in modo relativamente facile delle app che trascrivono l’audio, lo traducono tra lingue diverse, estraggono informazioni dal testo e analizzano il video per trovare ad esempio il “sentiment” espresso dagli utenti sui social o nei video su YouTube.

 

Ci sono già moltissimi clienti di prima fascia di Amazon che stanno usando questi sistemi. Sul palco la CIO della NFL Michelle Mckenna Doyle, la lega del football americano, ha presentato la soluzione costruita utilizzando un sistema di sensori per registrare i movimenti in campo in tempo reale dei giocatori di football e fornire metriche estremamente evolute sia per le statistiche della lega che per i servizi di televisione: «La NFL – spiega la Doyle – ha 180 milioni di fan nel mondo e ha prodotto 15 dei venti programmi tv più visti negli Usa nel 2017. In una settimana di partite generiamo 3 terabyte di informazioni, più di quante fatte dal 1920 a oggi, ma abbiamo delle Next gen stats, statistiche di nuova generazione, che permettono di visualizzare le partite ma anche di addestrare sistemi di intelligenza artificiale che imparano le regole e le tattiche di gioco, per costruire simulazioni in tempo reale e fornire ad esempio agli spettatori da casa illustrazioni di quale percentuale di successo potrebbero avere le differenti strategie possibili in campo».

 

Amazon spinge anche su altri aspetti, come l’evoluzione dei database, il mondo della Internet of Things, le offerte di differenti servizi di cloud con più o meno potenza di calcolo. È un sistema estremamente complesso, un vero e proprio sistema operativo nella rete che fa da veicolo ai sistemi di intelligenza artificiale adesso sempre più vicini all’utente con gli IoT.  «È la più grande trasformazione delle nostre vite – dice Jossy  – e richiede che le aziende rispondano. Chi si ferma adesso ne pagherà le conseguenze, mentre chi lo abbraccia può cambiare la propria azienda. Anzi, reinventarla».