Open Genova Map. Una foto-mappatura wiki per documentare tutti i danni dell’alluvione che il 9 ottobre ha colpito la città. Mettendo insieme Open Street Map (il progetto in stile wikipedia che punta a rendere disponibili e in formato aperto dati cartografici), Instagram (il social network basato sulla fotografia), i dati provenienti dalle associazioni di categoria e dalla regione Liguria. Per tenere viva la memoria, «per lasciare una traccia visiva e puntuale che rimanga, quando l’attenzione calerà e tutti se ne saranno andati» spiega Enrico Alletto, presidente dell’associazione Open Genova, che durante i giorni dell’emergenza ha attivato sul proprio sito un servizio di aggiornamento e informazioni utili su meteo e viabilità, cominciando a seguire e utilizzare gli hashtag su Twitter e Instagram: #alluvioneGenova, #angelidelfango.

Da qui, l’idea: perché non usarlo per monitorare, tracciare e geolocalizzare i contenuti? «Abbiamo prodotto due tipologie di mappe» specifica Stefano Sabatini della comunità nazionale di OpenStreetMap,  «quella “social”, ottenuta scaricando tramite Api ufficiali tutte le foto con un certo tag da Instagram e posizionandole su una mappa dal codice aperto, e quella di analisi geospaziale “classica”,  basata sulle informazioni su edificato e rischio alluvionale fornite dal portale open data della Regione Liguria».

La mappa dell'alluvione di Genova di Open Genova Map
La mappa dell’alluvione di Genova con le zone a rischio

Il procedimento utilizzato per quest’ultima mappa è consultabile online, «per permettere a chiunque di ripercorrerne i passi, per verificarne la correttezza ed esplorare ulteriori implicazioni».

Se quest’ultimo esperimento sembra più una campagna di sensibilizzazione (una mappa simile era appunto già disponibile sul sito della regione Liguria) particolarmente interessante è l’esperimento social in corso: «Ogni cittadino genovese può partecipare, basta pubblicare la propria foto scattata su Instagram con gli hashtag #alluvioneGenova2014 o #OpenGenovaMap» precisa Alletto.

La mappa dell’alluvione di Open Genova Map

Tra i circa 140 scatti raccolti finora, si leggono messaggi di resistenza (“Lunedì riapriamo non c’è fango che tenga. Siamo o non siamo quelli della Superba?”), di incredulità (“tre anni dopo la stessa storia”), di rassegnazione (“Ko”). Accompagnati da selfie con la vanga in mano, immagini della pioggia, screenshot di informazioni utili e, appunto, fotografie dei danni.

«Stiamo provvedendo a raccogliere i dati provenienti da ConfEsercenti e Ascom-ConfCommercio, che hanno aderito alla mappatura» continua Alletto.

La mappatura basata su Instagram anziché Twitter sembra bypassare il problema, evidenziato da Vincenzo Cosenza su dati Blogmeter, della scarsa abitudine alla geolocalizzazione dei contenuti in occasione di emergenze meteorologiche. Un problema che però rimane, se Open Genova si preoccupa di fornire l’apposito link su Instagram Italia.

«È una bella sfida» ammette Alletto «ma niente del genere è stato tentato prima. L’obiettivo è arrivare a sovrapporre la mappa social dei danni con quella sul rischio alluvionale, così da avere un doppio livello di lettura».

Dalla potenzialità al fatto. Dal “potrebbe succedere” all’“è successo”. Big data e cittadinanza attiva per continuare a porsi qualche domanda.