È notizia di questi giorni il sorpasso dei cellulari sugli umani. Dopo anni di annunci e previsioni, finalmente il 2015 ha visto lo storico sorpasso: a fronte di una popolazione globale di circa 7,1 miliardi di umani ci sarebbero ben 7,2 miliardi di device. Questo vuol dire tante cose, riflette un legame sempre più stretto tra uomo e macchina ma ha anche un impatto devastante sul mondo della fotografia. Se nel terzo mondo a vincere sono ancora i cellulari, in Occidente è lo smartphone a regnare sovrano e con esso la sua fotocamera.

Avere un occhio digitale sempre a portata di mano ha modificato radicalmente il modo in cui rappresentiamo il nostro mondo e mandato fuori strada le compatte che, a livello di mercato, non esistono praticamente più. Di pari passo poi la mobile photography è diventata più matura. Fino a qualche anno fa un reportage fatto con l’iPhone era destinato a fare scalpore, oggi è la normalità. Vedere scatti di guerra o di situazioni critiche impressi da uno smartphone è diventata consuetudine e così anche gli sviluppatori si sono dati da fare per darci applicazioni dedicate a un uso più adulto, che vanno oltre l’idea del solito tramonto o del ritratto del piatto di pasta per fornirci gli strumenti necessari a scattare come si deve.

Un esempio su tutti è Camera+, una presenza costante negli iPhone di chi vuole qualcosa di più. Dalla sua offre tanti controlli manuali, la possibilità di regolare l’esposizione indipendentemente dal fuoco mentre lo stabilizzatore aspetta che il telefono sia perfettamente fermo prima di carpire l’immagine. La possibilità di usare il led del telefono come luce fissa, poi, è la ciliegina sulla torta per illuminare la scena in modo uniforme evitando le bizze del flash. Il prezzo, come sempre per le app, è molto risicato e per 2,99 euro offre anche la versione per Watch.

Sul fronte Android troviamo invece Camera FV-5, che si fregia dell’altisonante titolo di “app fotografica per professionisti”. Anche qui i comandi manuali la fanno da padrone, offrendoci il pieno controllo di ciò che stiamo ritraendo. La vera perla però è la possibilità di salvare le foto in Raw, una chicca sconosciuta al mondo iOS che però funziona solo con i dispositivi di ultima generazione.

Nella nostra cassetta degli attrezzi digitale non può mancare Available Light, un esposimetro compatibile con tutte le piattaforme, mentre per l’editing c’è la rinnovata Snapseed di Google. Tornata in auge dopo due anni di calma piatta, permette di aggiungere filtri, ritagliare e perfino eliminare lo sporco dagli scatti con pochi tocchi. Disponibile gratuitamente per Android e iOS, è perfetta per abbellire gli scatti al volo prima della condivisione sui social.

Ora che abbiamo tutto l’occorrente dobbiamo decidere cosa fare delle nostre fatiche. Possiamo condividerle, stamparle o, perché no, provare a venderle. Anche in quest’ultimo caso è un’app a venire in nostro aiuto: Picwant. Disponibile via web, Android e iOS, offre un marketplace in cui caricare le foto in cerca di acquirente. Per iniziare basta registrarsi e inviare almeno dieci contenuti: se lo staff ne approva cinque è fatta, ci invierà il contratto e saremo pronti a vendere.

Da quel momento in poi sarà tutto in mano nostra: gli strumenti li abbiamo e sta a noi usarli al meglio.