Innovazione in Campania: DPControl – Machine Vision e progettazione digitale innovativa

Cerchiamo di insegnare alle macchine a vedere“. Ha esordito così Mario Vigliar, Chief Science Officer di DPControl, piccola azienda campana che si occupa di Machine Vision e di progettazione digitale. Questa azienda è nata nel 2002 come cooperativa da tre soci ed è stata convertita nel 2008 come s.r.l. da due di essi.

L’azienda che poi è cresciuta ha presentato qualche anno fa un prodotto innovativo dal nome GyroSD, la prima SD card intelligente con la capacità di raccogliere informazioni isometriche da un giroscopio e un accelerometro direttamente integrata all’interno della scheda di memoria. Questo device nasceva con l’idea di aggiungere informazioni relative alle accelerazioni e rotazioni in gioco a riprese video e foto effettuate a bordo di motoveicoli e contesti simili: “E quale rider non ha mai sognato la telemetria in stile MotoGP per migliorare la propria performance?

GyroSD

Questo progetto nasceva nel tentativo di aggiungere le informazioni di moto ai sistemi di Image Processing per Machine Vision e per evitare di essere invasivi si pensò di integrare l’intelligenza in un chip che potesse garantire il fattore di forma della SD Card ed essere quindi compatibile con fotocamere, videocamere, PC, Tablet già esistenti, mantenendo inalterata l’interfaccia elettrica e le dimensioni meccaniche.

Nonostante abbia cambiato forma societaria è sempre stata DPControl e si è sempre occupata di Machine Vision e Image Processing. “Abbiamo sempre tentato di mantenere la nostra identità” – ci spiega Vigliar – “per quanto possa essere difficile farlo in un contesto come quello in cui operiamo. Per noi il marchio è un brand e tentiamo di rispettarlo: vorremo fare altre cose ma ci limitiamo a fare quello che il nostro brand ci impone perché questa è la missione aziendale“.

I prodotti di questa azienda sono Intellectual Properties (IP) inerenti a soluzioni hardware e software basate per lo più su FPGA. Molte di queste soluzioni sono fra l’altro coperte da brevetti e copyright e più che di un catalogo in realtà fanno parte di un vero e proprio portfolio. Ma il prodotto di bandiera di questa azienda è un sistema di controllo in linea per produzione interamente prodotto in casa e basato su visione artificiale ed è il prodotto con cui DPControl ha aperto i battenti: “è un prodotto che noi consideriamo di catalogo poiché ne esiste una versione base anche se poi si possono ottenere delle varianti personalizzandolo in base alle necessità dei clienti. C’è sempre stato più mercato nello sviluppo custom. Un aneddoto interessante è che c’era un nostro cliente che amava definirci un Atelier, perché eravamo piccoli a sufficienza da seguire il cliente non avendo la massificazione della produzione su larga scala ma al contempo potevamo dare un servizio sartoriale“.

GyroSD

DPControl conta sei dipendenti tutti con competenze di natura informatica ed elettronica  e ha avuto anche collaboratori freelance anche all’estero ma in misura minore. Ma l’azienda è in una fase di forte espansione: “attualmente siamo in ascesa: infatti dobbiamo aggiungere dalle quattro alle sei unità lavorative entro l’inizio del prossimo anno. Stiamo anche migrando verso una nuova sede che ci consenta di avere più postazioni e degli spazi per allestire dei laboratori specifici per le nostre attività. Stiamo lavorando a tappe forzate perché abbiamo il carnet pieno di opportunità a molte delle quali stiamo rinunciando semplicemente perché non abbiamo le risorse necessarie per seguirle“. Infatti DPControl è in quella fase che, in gergo delle startup, si dice di exit: l’azienda sta infatti completando questa procedura di acquisizione con una grossa azienda emiliana. A tal proposito dice Vigliar: “Uno dei clienti di maggior levatura ha visto qualcosa di così stabile nel nostro rapporto che ci ha proposto di entrare a far parte del nostro capitale sociale. Questa proposta è stata vagliata con attenzione: da grosso gruppo qual è, il nostro interlocutore ha messo in campo forze, anche economiche, che sono aldilà delle nostre possibilità. Era interesse comune giungere ad una partecipazione, più che ad una sterile acquisizione, e pensiamo di aver raggiunto l’obiettivo. Va bene così perché conserviamo una totale autonomia ma abbiamo le spalle più larghe così da poter affrontare sfide di caratura mondiale“.

Non poteva mancare la nostra domanda circa l’operare in Campania e Vigliar scherzando: “Il grosso vantaggio è che la sera potevamo uscire a mangiare una buona pizza. Ma ritornando seri dalla Campania abbiamo venduto in Germania, Francia, Stati Uniti e Cina. E’ ovvio che il discorso sarebbe stato diverso se avessimo avuto un plant di produzione, ma fare R&D dà il vantaggio di poter essere localizzati ovunque ed avere anche una strutturazione di azienda molto fluida: potenzialmente ognuno dei nostri collaboratori potrebbe lavorare da casa. Semmai quello che manca in Campania sono servizi forse più per quanto riguarda la sfera personale. Da un punto di vista aziendale abbiamo tutti i problemi che in realtà hanno tutte le aziende italiane“.

Dunque un’altra storia di aziende nate da un’idea per poi crescere giorno dopo giorno e divenire una realtà che, seppur piccola, offre lavoro a diversi dipendenti e si adopera quotidianamente per svilupparsi rimanendo fedele a quell’idea che le ha dato vita. Non ci resta che aspettare qualche mese ed andare a ficcanasare per vedere come sia evoluta questa realtà in seguito agli eventi che proprio in queste ore la stanno interessando.

Innovazione in Campania: Technology & Transportation – Innovazione lungo linea e su rotaia

… la Campania è ricca di realtà come questa, aziende fortemente radicate sul territorio che credono nella possibilità di fare ecosistema creando una rete di competenze investendo sui giovani…” Così si concludeva il nostro ultimo viaggio alla ricerca di quelle aziende che fanno innovazione in Campania investendo sui giovani, viaggio che abbiamo continuato in queste ultime settimane alla ricerca di nuove realtà giovani e competitive. Così abbiamo contattato ed incontrato Roberto Nappi, CTO di T&T (Technology & Transportation). Questa azienda opera da diversi anni in ambito ferroviario offrendo sia consulenza ingegneristica specializzata nelle varie fasi di vita dei sistemi ferroviari previsti dagli standard CENELC sia prodotti innovativi per la diagnosi e manutenzione lungo linea e a bordo.

Questa azienda è fortemente radicata nel territorio Campano avendo in essere rapporti con i poli universitari scientifici campani e come la maggior parte delle società Ingegneristiche investe in Know-how e risorse umane locali.

Ho fatto il colloquio alla fine del 2007” – racconta Nappi – “e ho firmato la lettera di assunzione a dicembre di quell’anno. Conoscevo l’azienda e venivo assunto ricevendo, all’epoca, l’incarico di aiutare l’azienda a crescere dato che questa si stava appena costituendo: rappresentavo una figura di esperienza nel settore che potesse essere utile al progresso dell’azienda. Oggi sono CTO dell’azienda e rispondo direttamente al CEO Catello Raffone.

Da quando è stata costituita, l’azienda è cresciuta costantemente nonostante la crisi. Questa, in qualche modo, è stata percepita in ritardo dalla giovane azienda. “L’abbiamo avvertita a cavallo fra il 2012 e il 2013. L’abbiamo avvertita in maniera indiretta.” Ansaldo aveva perso in quegli anni delle commesse in seguito alle destituzione di Gheddafi e non si era concretizzata un’altra grossa commessa in Kazakistan. Per via della perdita di queste grandi commesse su cui c’erano molte aspettative si ebbe una contrazione che interessò tutto il settore ferroviario italiano e in qualche modo quindi anche la T&T. “Tuttavia, il trend di assunzione rimase invariato, ciò che si manifestò fu una riduzione di consulenze e inoltre notavamo una difficoltà ad essere ascoltati quando cercavamo di proporre nuove soluzioni tecnologiche. Ma nonostante tutto l’abbiamo superato, soprattutto perché in quegli anni abbiamo investito in innovazione tecnologica: quando c’era un’idea di progetto o un’idea di sistema che ritenevamo perseguibile abbiamo continuato a investire in ricerca presso i nostri laboratori“.

Infatti T&T ha sviluppato negli anni diversi laboratori presso le proprie sedi arrivando a riprodurre versioni scalate dei sistemi ferroviari allo scopo di testare i propri sistemi di diagnostica ed effettuare ricerca e sviluppo. Ma arrivare alla messa in opera di un sistema richiede molte fasi di sviluppo, test e certificazioni. Nelle prime fasi di questo iter effettuare una serie di test nel proprio laboratorio, seppur richiede un notevole sforzo per allestire il set-up necessario, permette di ottenere risultati migliori in tempi più brevi.

Piattaforma CoLMeS

A seguito della progettazione e dei test in laboratorio l’azienda, in accordo con il cliente, effettua ulteriori test sul campo sfruttando apposite tratte ferroviarie e successivamente intraprende le azioni necessarie a certificare il prodotto secondo i più elevati standard di sicurezza europei garantendo l’interoperabilità dei propri sistemi.

La T&T si interfaccia principalmente con grossi player del settore ferroviario ed ha costantemente investito in innovazione tecnologica arrivando a sviluppare soluzioni diagnostiche innovative per questo settore. “I nostri principali clienti sono RFI e Ansaldo STS ed è un bene che i nostri partner rappresentino i grossi player del settore” – continua Nappi – “poiché questo ci dà possibilità di lavorare a contatto con i sistemi ferroviari più recenti e fare ricerca ed innovazione sui sistemi più moderni. Se però da un lato queste aziende sono partner nella ricerca, esse sono anche i nostri principali clienti che si affidano a noi proprio per le nostre competenze che sono verticali e non facilmente reperibili sul mercato. D’altronde, il contesto ferroviario è abbastanza chiuso: le tecnologie sviluppate in questo settore non sono riutilizzabili in altri settori.

Questa azienda però non è nata con un catalogo di prodotti, ma ha iniziato ad operare nel settore offrendo consulenze. A seguito di collaborazioni a partire dal 2008 con i centri le università campane e in particolare con l’Università di Napoli Federico II, la T&T ha iniziato a sviluppare prodotti innovativi per la diagnostica dei Sotto Sistemi di Terra e dei Sotto Sistemi di Bordo investendo in attività di tesi con i giovani laureandi campani.

Quando i prodotti si sono consolidati grazie a questi investimenti fatti abbiamo via via iniziato a fare consulenza mirata arrivando a proporre soluzioni Hardware e Firmware ai problemi dei nostri clienti. A volte addirittura succede che i nostri prodotti nascono o si evolvono proprio sulla base delle necessità del cliente. A quel punto continuiamo a investire in ricerca ed esponiamo al cliente una proposta tecnico-economica.

La T&T attualmente ha a catalogo tre piattaforme di diagnostica e una di manutenzione: quest ultima schedula gli interventi manutentivi in funzione dei dati raccolti dalle piattaforme di diagnosi arrivando a ridurre i costi di gestione dei sistemi ferroviari. Le soluzioni tecnologiche basate su sistemi Embedded e FPGA possono essere riconfigurate in base alle esigenze specifiche del cliente.

Queste piattaforme sfruttano le tecnologie più avanzante per poter effettuare diagnostica in maniera molto innovativa. Ad esempio CoLMeS (Contact Line Measurement System) fornisce misure sulla base di acquisizioni effettuate su tecnologia “Infrared Line-scan”.

Piattaforma CoLMeS Concept

I dati acquisiti vengono poi elaborati con un sistema “embedded” real-time, basato su FPGA (Field Programmable Gate Array). CoLMeS è in grado di determinare l’assetto del rotabile su cui è installato. Mediante algoritmi proprietari, le misure di altezza poligonazione, usura sono corrette rispetto agli effetti di rollio, beccheggio e imbardata indotti dalla dinamica del veicolo mobile impiegato per effettuare le acquisizioni. I dati già in parte processati possono essere poi inviati al sistema centrale. In questo modo montando il sistema su un certo numero di treni è possibile diagnosticare lo stato delle catenarie di tutte le tratte percorse senza impattare sui costi di diagnostica e in maniera costante nel tempo. Catalizzando tutte le informazioni sulla piattaforma di manutenzione è possibile poi schedulare interventi preventivi garantendo un servizio affidabile ed efficiente.

Queste soluzioni sono state implementate da giovanissimi Ingegneri di T&T che con il supporto dell’azienda hanno potuto mettere a frutto le loro competenze acquisite, talvolta in maniera inconsapevole, durante il percorso di studi. Ancora una volta aziende come la T&T dimostrano che esiste una Campania buona, fatta di persone che ambiscono ad arricchire il territorio. Anche Nappi ha potuto dire la sua su questo argomento controverso:”La situazione territoriale non è peggiore di altre. Ma dipende dagli obiettivi che ci si pone e noi abbiamo deciso di cogliere il meglio. In Campania ci sono realtà importanti con cui oggi cooperiamo e delle ottime competenze grazie ai poli universitari scientifici con cui noi collaboriamo attivamente per progetti di ricerca. E così in otto anni di attività siamo cresciuti costantemente reinvestendo su questo territorio e oggi abbiamo alle dipendenze più di 50 Ingegneri, molti dei quali giovanissimi e tutti con contratto a tempo indeterminato“.

Innovazione in Campania: MediaMotive – servizi e innovazione

Onestamente siamo etichettati. La Campania è la terra dei fuochi, pizza e mandolino, la regione della camorra. E nessuno investirebbe consapevolmente un Euro del proprio denaro qui. Cosicché chi vive lontano da questa fantastica terra ricca di contraddizioni è convinto che qui sia tutto marcio, che la gente qui non abbia alcuna volontà di lavorare e progredire e che in Campania non possa nascere nulla di buono.
Ed invece è tutto l’opposto e lo dimostra il gran numero di aziende che insistono sul territorio e si prodigano per lavorare offrendo servizi professionali spesso di elevata qualità. Fra queste Media Motive s.r.l. una società di Ingegneri che fornisce servizi e consulenza a grossi marchi come Sky, Telecom, Vodafone, Fiat, General Motors e Volkswagen.

Siamo andati a visitare l’azienda presso la sede di Napoli e abbiamo incontrato il CEO Giovanni Fiengo che ci ha raccontato del territorio e dei primi passi dell’azienda Campana: “E’ un prassi comune affermare che vivere in Campania sia difficile e sicuramente ci saranno posti migliori di questo, ma è altrettanto vero che ci sono molti altri posti più difficili della nostra terra”. Per quanto questa regione del sud sia svantaggiata può infatti contare sulla presenza di 5 poli universitari che contribuiscono allo sviluppo di forti competenze tecniche. “Abbiamo valori, abbiamo capacità e abbiamo scuole di vita, Napoli in particolare, che ci permettono di farci notare quando andiamo fuori dalla nostra regione. Media Motive è nata nel 2009, periodo di crisi mondiale: e noi siamo stati fortunati in questo. Parlo di fortuna perché si è azzerato tutto e si è ripartiti ed inoltre noi non abbiamo sentito la differenza con gli anni precedenti appunto perché eravamo appena nati”.

Eppure non è stata questione di semplice “fortuna” la crescita di questa azienda che ha saputo gestire intelligentemente il proprio sviluppo arrivando ad assumere nuovi ingegneri ogni anno. “Media Motive è nata come spin-off dell’Università del Sannio, Università presso cui io insegno Ingegneria dell’automazione” – racconta Fiengo – “ e come spin-off di un’azienda che si chiama Netcom Engineering. Quest ultima due anni fa è divenuta Netcom Group S.p.A. e ha costituito un gruppo di cui Media Motive fa parte. All’inizio eravamo in due io ed Angelo Palladino e all’epoca io collaboravo attraverso l’Università con la Fiat di Pomigliano, azienda con la quale ho continuato a collaborare anche dopo la nascita di Media Motive. Nel primo anno di vita si concretizzò anche la collaborazione con Sky e dunque il nostro nome richiama i due settori in cui lavoriamo: Media e Automotive”.

Oggi lavoriamo soprattutto fuori dalla Campania” – continua Fiengo – “e quello che cerchiamo di fare è portare le nostre competenze nate e maturate qui in Campania fuori. Quando  è possibile cerchiamo anche di replicare i loro laboratori qui da noi e riportando quindi le attività in sede arrivando a sviluppare dalla Campania per l’Italia, per l’estero. Noi siamo ad esempio l’unico laboratorio accreditato Sky TV dove facciamo tutta la parte applicativa di servizi interattivi sia per i dispositivi Satellitari che per i nuovi dispositivi su IP”. Si, perché infatti il ben noto Tasto Verde di Sky è stato interamente sviluppato in Campania.
Sky test suite by media motive

“Siamo una società di servizi. Per essere bravi in questo noi dobbiamo conoscere la tecnologia molto più dei nostri clienti, non perché i nostri clienti non abbiano le capacità ma perché loro non hanno il tempo. Quelli che fanno un prodotto sono vincolati al time to market e magari sono impegnati ad ottimizzare un certo processo di produzione. Il nostro ruolo è quello di dare supporto e magari dare loro delle indicazioni su come migliorare quel certo processo”.

Noi investiamo sui nostri dipendenti e finanziamo stage, tirocini e dottorati di ricerca. Abbiamo ad esempio un piccolo laboratorio di R&D formato da circa 8 unità dove facciamo attività di ricerca non finalizzate al business o ancora quest anno abbiamo finanziato due dottorati di ricerca. Il PhD è la massima espressione di formazione in Italia, dura tre anni e noi in questi tre anni andiamo ad esplorare un argomento che immaginiamo possa essere interessante per poterci creare un business. L’obiettivo è formarsi e magari aprire qualcosa di nuovo. Queste attività sono investimenti che noi facciamo in vista di un ritorno futuro e sono investimenti che non potremmo fare se non credessimo in quello che facciamo o nella validità dei nostri Ingegneri”.

Abbiamo potuto visitare il laboratorio in cui nascono e crescono i servizi interattivi di Sky e conoscere il team che vi lavora. Sono tutti giovanissimi e il loro team leader ci ha spiegato come si sono evoluti questi servizi: “La versione satellitare di questo servizio era basata interamente su JavaScript. Oggi Sky sta proponendo un servizio di streaming correlato all’abbonamento internet. Dunque il servizio ha subito una riprogettazione ed è stato sviluppato ex-novo per lavorare su Internet Protocol sfruttando le tecnologie web di ultima generazione come HTML 5, PHP 5 e CSS 3”.

Oggi Media Motive ha alle sue dipendenze 160 Ingegneri, tutti con contratto a tempo indeterminato, oltre ai collaboratori esterni che si occupano della parte fiscale, giuridica e consulenza per il mondo del lavoro. Inoltre da quest’anno l’azienda conta anche un laboratorio a Milano e uno a Torino per poter seguire i loro clienti più da vicino. Questo tipo di approccio è fondamentale per una società di Ingegneri, infatti se un 40% del personale lavora in azienda, la restante parte opera direttamente sul campo. “Non è possibile replicare in sede una linea di produzione” – conclude Fiengo – “per cui è necessario operare presso le sedi dei clienti. Nell’ultimo anno siamo cresciuti aumentando l’organico di 50 persone, ma in realtà ne abbiamo assunte 70: questo perché in realtà Fiat ha assunto 20 dei nostri Ingegneri che operavano sul campo. Questo tipo di cose è normale ma è anche un problema da gestire perché siamo una società di servizi e per noi le persone sono importanti: non possiamo perdere know-how”.

In verità la Campania e ricca di realtà come questa, aziende fortemente radicate sul territorio che credono nella possibilità di fare ecosistema creando una rete di competenze investendo sui giovani. Questo ecosistema è terra fertile e produttiva formata da persone che hanno voglia di progredire e fare bene ed è questa l’immagine che vorremmo ci rappresentasse.

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