NOVA
in

Nova24 Ora! -

giovedì 4 febbraio 2010

Valore aggiunto digitale. Nòva 209

Lancio_www I nuovi lavoratori web crescono. Dal Made in Italy sono passati al Live in Italy. Questa settimana raccontiamo la storia di piccoli grandi artigiani che si sono costruiti un lavoro - un bel lavoro - sfruttando l'effetto Rete.

venerdì 29 gennaio 2010

Tempi di mezzo. Nòva numero 208

Lancio_tempi Qual è la dieta mediatica degli italiani sui media? Come si misura l'audience crossmediale? Questa settimana Luca Tremolada racconta quello che accade in tempi... di mezzo.

giovedì 21 gennaio 2010

L'evoluzione dell'infotipo. Nòva numero 207

Lancio_infotipo Un giorno, più di un cervello inventò il modo per mettere tanti cervelli in rete: la chiamarono internet. Quella grandiosa opportunità che lega gli ominidi delle caverne al sapiens high-tech: l'evoluzione dell'infotipo.

La nascita del Culto Udenoida di Massimo Famularo

Ecco il testo integrale del racconto pubblicato oggi su nova24

 

La Wikipedia Galattica

dedica alla nascita del culto Udenoida, un numero di pagine standard pari a quattordici moltiplicato per K fratto J, dove K e J sono rispettivamente il fattore d’inattendibilità e l’indice d’incompletezza. In genere, questi due indicatori occupano il sessanta percento dei discorsi promozionali, esposti dai venditori d’inserzioni pubblicitarie della celebre mediapedia libera, nell’ambito di una strategia di marketing chiaramente sbagliata. Anche i sassi rocciosi del pianeta Rauko, infatti, sanno che, il motivo del maggior successo della Wikipedia, rispetto alla più blasonata Enciclopedia Galattica e alla più divertente Guida Galattica per Autostoppisti, è semplicemente il fatto che la prima è gratis e le altre due sono a pagamento.

L’aggiustamento K e J è stato elaborato, dopo diversi anni di costosissimo lavoro, da una famosa società di consulenza strategica direzionale, che ha la fama di annoverare tra i suoi esperti le migliori menti dell’universo conosciuto. La tesi di fondo è che, qualsiasi informazione rinvenuta nella WG, può essere considerata completa e attendibile, se moltiplicata per questi due fattori, diversi per ciascuna voce e dalla determinazione assolutamente imperscrutabile (per maggiori informazioni clicca sulla voce «K e J»).

A detta di alcuni detrattori, i superconsulenti strapagati, si sono limitati a rielaborare un concetto già noto in precedenza ai teorici della Nuova Economica Galattica (per maggiori informazioni clicca sulla voce «Nuova Economia Galattica»). A questi encomiabili pionieri della conoscenza, è infatti dovuto il noto principio generale, in base al quale, per ottenere il risultato desiderato, basta moltiplicare i numeri disponibili per una qualche lettera sapientemente scelta.

A ogni buon conto, il numero delle pagine standard, dedicate al culto Udenoida, varia anche in base alla modalità in cui si sceglie di interrogare la mediapedia (solo audio, solo video, un po’ e un po’, mi sento fortunato, etc.). Le vicende che seguono, sono tratte dalla versione tarata per umanoidi bipedi terroevoluti, pertanto le unità di misura e gli ordini grandezza sono stati convertiti nel modo opportuno e una serie di note chiarificatrici sono state inserite dove opportuno.

 

La data astrale 193.6.2.4 è ufficialmente, per i fedeli del Culto Udenoida, la data della rivelazione. Per completezza, occorre osservare che

la Wikipedia Galattica

riporta altre ottantadue datazioni alternative, oltre a un numero imprecisato di modalità alternative, di esprimere la medesima datazione. Naturalmente, ci sono buone possibilità che alcune (o molte) delle datazioni alternative, siano in realtà coincidenti con la data del 193.6.2.4 e vengano considerate diverse, solo perché espresse in modo differente. Parimenti,  è possibile che un certo numero di modalità alternative, di esprimere la medesima datazione, facciano in realtà riferimento a date differenti. Questo fenomeno è un classico esempio di quello che viene comunemente chiamato effetto Soac delle conoscenze raccolte nella Wikipedia Galattica.

Insomma in una certa data astrale, che in questa sede non è necessario dettagliare ulteriormente, sul pianeta Rum Susuka, quarto in ordine di distanza dalla stella Eiol, ci furono una serie di eventi particolari, in seguito ai quali a qualcuno venne in mente di fondare una religione, il culto Udenoida appunto. I protagonisti di questi eventi furono, in ordine rigorosamente casuale: un soldato, una prostituta, un giudice, un barbone, un poeta, un cantante, un ladro, un assassino e un’altra quarantina di soggetti che sarebbe troppo lungo menzionare. Sul fatto che i soggetti in questione potrebbero non essere “esattamente” una quarantina, vi rimandiamo a quanto detto per le costanti K e J nonché per l’effetto Soac.

Il barbone si chiamava  Juses  e abitava sotto un massiccio albero di  Strunkox all’estremità orientale di piazza Klug. Il nome, in lingua Bardlum, significa grande luogo racchiuso all’interno di un centro abitato, più largo delle strade che vi convergono, dove si ritrovano i santi disponibili a pagare il pranzo. E’ comprensibile che un luogo con questa denominazione attirasse numerosi individui alla  ricerca di un pasto gratuito.

Juses era intento a recriminare contro la scarsa corrispondenza del nome della piazza con la realtà, e a maledire le donne, il tempo ed il governo, quando improvvisamente, la sua attenzione fu attirata dalla suoneria di un telefono cellulare. Questo evento aveva di per sé dello straordinario, perché da una ragguardevole quantità di tempo, sul pianeta Rum Susuka non venivano più utilizzati i telefoni cellulari, resi ormai obsoleti da altre più efficienti tecniche di comunicazione quali la telepatia, gli innesti cibernetici, le protesi microelettroniche e i segnali di fumo. Invece di chiedersi cosa fosse quel curioso manufatto dalla foggia sconosciuta, Juses raccolse il telefono con naturalezza e lo accostò all’orecchio.

La prostituta si chiamava Ia Camarbian ed esercitava la sua professione prevalentemente a distanza. Oltre l’ottanta per cento del sesso a pagamento sul pianeta, si svolgeva a distanza e per due terzi aveva come controparti delle intelligenze artificiali. Sebbene non vi fossero differenze concretamente apprezzabili, tra l’interazione con queste oppure con entità organiche, e, nonostante quest’ultima fosse più costosa, ne resisteva l’utilizzo presso una nicchia di amatori. Questi venivano pertanto definiti fruitori amatoriali.

Ia Camarbian si stava producendo in una delle attività per le quali era maggiormente rinomata, quando udì

la melodia. Con

ogni probabilità, doveva trattarsi di un qualche tipo di interferenza nelle comunicazioni a distanza. Ad ogni buon conto, sentì un impulso irrefrenabile che le impedì di portare a termine la prestazione che stava effettuando. Sulla base delle clausole contrattuali di prestazione d’opera, quel tipo d’inadempimento comportava un indennizzo per il cliente. Peraltro la sua assicurazione avrebbe coperto solo il cinquanta percento della somma, previa dimostrazione dello stato di necessità che aveva causato l’interruzione.

Incurante della penale, nonché del disappunto del malcapitato cliente, Ia si lanciò alla ricerca della fonte del segnale. Non si trattava tuttavia di un’operazione facile. La fonte sembrava in continuo movimento e, talvolta, sembrava scindersi in molteplici fonti minori e poi riaggregarsi. Con una certa difficoltà tuttavia era possibile inseguire una traccia e la donna cercò di farlo.

Quel giorno il giudice Lexcel si era svegliato con un forte mal di testa. Non era un individuo particolarmente alto e aveva un’espressione come perennemente assorta, con gli occhi stretti come fessure. Il mal di testa era iniziato diverso tempo addietro, con precisione nell’esatto istante in cui era stato nominato dirimitore di controversie comunale, nel ridente sobborgo di Spitborough, sulla faccia illuminata della seconda luna di Rum Susuka. Senza particolare stupore per il dolore quindi, come tutte le mattine, il giudice si accinse ad assumere la droga sintetica che generalmente utilizzava come palliativo.  L’evento eccezionale avvenne nel momento in cui sfiorò la superficie tattile attraverso la quale assumeva il farmaco. Il somministratore non entrò in funzione e tuttavia per la prima volta il mal di testa scomparve. Lexcel spalancò gli occhi come raramente gli succedeva. Quasi immediatamente capì che non poteva essere l’effetto della droga, trovandone immediata quando verificò il mancato funzionamento del somministratore. Tuttavia la meraviglia per l’evento eccezionale e la ricerca di una spiegazione plausibile, passò in secondo piano a causa dell’interferenza. Doveva, infatti, trattarsi di un malfunzionamento nella schermatura del  suo impianto cibernetico corticale: da quando era terminato il mal di testa udiva come una specie di sottofondo musicale.

 Ghengin Moghen, di professione assassino, non era sul pianeta in quel fatidico giorno. Non ebbe pertanto modo di captare alcuna melodia misteriosa, né di sperimentare alcun evento in qualche modo straordinario. Ghengin visse, infatti, sul pianeta terra in  un periodo distante alcune migliaia di anni terresti dalla fatidica data di nascita del Culto Udenoida. Nella sua pluriennale carriera aveva portato a termine circa ottanta omicidi su commissione, tutti con la stessa pistola, una Winter P38. La sempre meticolosa professionalità e l’efficienza del suo operato, ne avevano consolidato nel tempo la reputazione nei confronti dei committenti. La sua vita terminò il giorno in cui incontrò John Longun. Per la cronaca quest’ultimo era armato di fucile. Inutile dire che Ghengin Moghen è stato tirato in ballo solo per avvalorare la ben nota teoria   sulla diffusione casuale della conoscenza nell’universo.

Roxy Kerpo era un assicuratore. Uomo gioviale, dal carattere estroverso, amava le donne, il buon cibo e i videogiochi on line. Durante una partita di space soccer. si imbatté anche lui nella misteriosa melodia. Fino a quel momento nulla era stato capace di distoglierlo da una partita di space soccer e, meno che mai, da una partita in cui era in vantaggio. Non le donne, non il cibo né nessun altra cosa. Quella particolare melodia, però, non solo riuscì a staccarlo dal videogioco, ma lo indusse anche ad uscire di casa con una certa fretta.

Senza dilungarci troppo, 70 persone ognuna per un motivo diverso, o forse tutte per lo stesso si ritrovarono in piazza Gross. In lingua balurd, Gross significava molto estesa. C’erano Lexcel, Ia Camarbian, Juses, Roxy Kerpo e molti altri ancora. Non c’era Ghengin Moghen, ma per una curiosa combinazione c’era un suo discendente, Lunip 9417, così chiamato per distinguerlo dagli altri 32 Lunip che lo avevano preceduto nell’aderire alla religione dei numeri successivi. Il nesso logico tra 9417 e 32 rientra tra i misteri che solo agli iniziati di questo movimento religioso è dato conoscere, sebbene ovviamente nella Wikipedia Galattica siano presenti numerosi algoritmi esplicativi.

In piazza c’erano oltre mille individui nell’accezione più ampia del termine esserci. Ia caparbia era connessa in remoto attraverso le videocamere di sicurezza della piazza. Juses era presete fisicamente e come lui altre 69 persone. Quest’ultima precisazione è pensata soprattutto per i pignoli che già gustavano l’incongruenza tra

·        i settanta partecipanti menzionati nel paragrafo precedente,

·        gli “oltre mille” dell’inizio di questo e

·        la quarantina dell’inizio del capitolo.

Riepilogando, circa quaranta soggetti (nell’accezione che solo nella wikipedia Galattica può assumere il termine circa) sperimentarono accadimenti poco usuali. Circa settanta, a seguito di questi avvenimenti si radunarono in un certo luogo. Oltre novecentotrenta (che se sommati ai circa settanta totalizzano il migliaio) erano in qualche modo collegati con quel luogo. Queste precisazioni hanno ovviamente lo scopo di far sentire stupidi i lettori eccessivamente fissati con i numeri.

Ritornando alla piazza, Ghengin Moghen era quindi presente in senso lato per il tramite del suo discendente (alla faccia di quelli che pensavano che fosse stato tirato in ballo solo per fare confusione). C’era Roxy Kerpo e tutti gli altri. A prescindere da quanti e quali soggetti fossero presenti in piazza (dato che come è ormai chiaro dipende da numerosi fattori), uno dei presenti improvvisamente intonò:

-Via del campo c’è una graziosa.

Un breve silenzio, poi tutti risposero:

-gli occhi grandi color di foglia.

-Tutta notte sta sulla soglia.

-Vende a tutti la stessa rosa.

 


giovedì 14 gennaio 2010

L'elettronica dell'invisibile. Nòva numero 206

Lancio_invis Il nuovo potere dei consumatori, la rete, il mercato globale: la filiera tecnologica si adatta alla domanda. Per l'innovazione dell'innovazione.

giovedì 17 dicembre 2009

Capitali del tempo. Nòva numero 203

NovaPrima Il 75% della CO2 è prodotta in ambito urbano. Questa settimana raccontiamo la storia dei centri abitati che hanno provato a rispondere alla sfida del clima. Perché, come racconta Marco Magrini da Copenhagen, la battaglia ai cambiamenti climatici sarà vinta - o persa - nelle città.

giovedì 3 dicembre 2009

L'onore dei soldi. Nòva numero 201

NovaPrima Peer-to-peer, specificità, mobilità. Fiducia, sicurezza, velocità. Community, collaborazione, trasparenza. Nell'era del web 2.0 anche i mercati bancari diventano conversazioni. Alla ricerca di un'etica. E dell'onore dei soldi.

giovedì 26 novembre 2009

L'interpretazione dei segni. Nòva numero 200

NovaPrima In questo numero... La prospettiva di lunga durata. L'evoluzione della specie e l'adattamento genetico, sociale e culturale. Il potenziamento fisico e la digitalizzazione di gruppi e saperi. Per camminare sulle tracce del futuro, attraverso l'innovazione del corpo e della mente.

venerdì 20 novembre 2009

Cara azienda ti scrivo... Nòva numero 199

NovaPrima Il web partecipativo premia l'impresa che si mette in ascolto. Perché il consumatore punta a dialogare, ma solo su un piano di parità.

giovedì 12 novembre 2009

Chi mi ama mi cerchi. Nòva numero 198

NovaPrima Dall'energia all'Ict, i tecnopoli sono un modello che unisce pubblico, privato e diversi grant competitivi. Luoghi dove la ricerca d'eccellenza si mette in mostra per attrarre le aziende.

giovedì 5 novembre 2009

Frontiera Africa. Nòva numero 197

NovaPrima C'è un'Europa che vuole scommettere sul Mediterraneo del futuro. A dispetto della crisi i progetti innovativi che guardno al continente africano proseguono: dall'energia alle reti telematiche, dall'ambiente ai talenti della ricerca.

giovedì 29 ottobre 2009

Il suono infinito dell'Arpanet. Nòva numero 196

NovaPrima Secondo Leonard Kleinrock "presto le macchine useranno il web più degli essere umani". Nel giorno in cui internet compie 40 anni Marco Magrini intervista per Nòva il papà della rete. Che racconta il primo vagito del web.

venerdì 23 ottobre 2009

Manager, discografici, talent show e artisti

Ecco il podcast della puntata di Novalab24

Supermercati ecologici, cibo bio e marketing

Ecco il podcast della puntata di Novalab24 del 21 novembre. 

giovedì 22 ottobre 2009

Schema d'attacco. Nòva numero 195

NovaPrima C'è chi investe nella ricerca, chi diversifica in settori emergenti, chi si aggrega: viaggio nell'impresa che supera la crisi con l'innovazione.

giovedì 15 ottobre 2009

L'accademia del motore. Nòva numero 194

NovaPrima Una gara tra studenti universitari per dimostrare come procede la progettazione dell'auto pulita: questa settimana Nòva è a bordo pista per osservare i prototipi a quattro ruote nati dalla ricerca. Del verde.

giovedì 8 ottobre 2009

Voglio una banda spericolata. Nòva numero 192

NovaPrima L'interfaccia Usb 3.0, dieci volte più veloce dell'attuale, è al debutto. Ma la Intel è già pronta ad andare oltre e rilancia: luce al posto degli elettroni.

venerdì 2 ottobre 2009

Internet delle cose

Il podcast si scarica qui

Nova100 tags:

giovedì 24 settembre 2009

Dieci luoghi comuni sui diritti musicali

Per approfondire l'argomento dei diritti musicali per applicazioni aziendali (vedi sull'ultimo numero l'articolo di Marco Magrini «Le aziende che fanno pirateria senza saperlo»), Nòva ha stilato una lista di dieci luoghi comuni. Abbiamo chiesto a Pietro Giola di Machiavelli Music di sfatarli, uno per uno.


1. «La musica classica è tutta free, gli autori sono tutti in pubblico dominio quindi possiamo usare tutto quello che vogliamo»
Musica classica non equivale a dire pubblico dominio (ovvero autore morto da più di 70 anni). Ad esempio Stravinskij - che nei canoni comuni rientra nella musica “classica” - è ancora sotto tutela (è morto nel 1971). Comunque, anche qualora un autore sia in pubblico dominio (ad esempio Mozart) va corrisposto un diritto al proprietario della registrazione che ha investito soldi e tempo per realizzarla convocando musicisti, pagando gli interpreti, gli studi di registrazione, i fonici. Quindi anche a lui deve essere corrisposto un compenso per quelli che si definiscono appunto “diritti di master”. Idem dicasi per eventuali elaborazioni di brani di pubblico dominio dove un compositore moderno abbia magari stravolto un brano di Mozart facendo sì che la propria rielaborazione venga riconosciuta come un vero e proprio nuovo brano, seppur tratto dal defunto Wolfgang Amadeus.

2. «Al di sotto delle 8 battute si può usare tutto quello che si vuole».
Anche una sola battuta non può essere utilizzata in contesti commerciali di qualsiasi tipo qualora non sia stata rilasciata una specifica  liberatoria di utilizzo. E' una vera e propria leggenda metropolitana!

3. «L'uso interno aziendale è consentito, quindi in una convention posso usare qualsiasi musica sulle immagini del mio video, non è un utilizzo profit».
Si tratta comunque di un utilizzo commerciale, sia che un video venga proiettato internamente nell'azienda sia ancora di più in una convention, in cui la musica viene utilizzata per caricare il pubblico e attirarne maggiormente l'attenzione. E' inoltre da considerare l'elevato valore economico di una convention che vede intervenire molto spesso anche migliaia di delegati.  Inoltre è possibile che in presenza di determinate categorie merceologiche o marchi commerciali gli aventi diritto non rilascino le liberatorie in quanto esistano problemi di diritto morale (ad esempio prodotti petroliferi, alcolici, partiti politici, prodotti igienico-sanitari…)


4. «Se acquisto musica legalmente su CD o in digitale ho diritto ad utilizzarla in contesti aziendali»
L'unico diritto che vengo ad acquisire con l'acquisto del CD o del file audio (vedi iTunes) è quello di ascoltare in privato il CD stesso. Se voglio utilizzare anche un solo secondo di musica per scopi commerciali devo sempre assolvere i diritti di sincronizzazione editoriali e di master.

5. «Se realizzo una versione cover al posto di quella originale non devo pagare nulla»
Anche se di fatto ho creato una versione e ne detengo tutti i diritti (in questo caso i diritti di master) dovrò sempre ottenere i diritti di sincronizzazione dagli autori/compositori/editori della musica (diritti editoriali). Se questi negano l'utilizzo non posso utilizzare la registrazione che ho realizzato.

6. L'utilizzo no profit è sempre libero per legge, non devo richiedere autorizzazioni»
Falso. Si devono sempre ottenere le liberatorie dagli aventi diritto anche qualora questi siano disponibili a rilasciarla gratuitamente (cosa che può avvenire qualora venga formalmente dichiarato e dimostrato che tutto il progetto viene realizzato da tutti i partecipanti a costo zero).

7. «Se utilizzo un brano in pubblicità non devo pagare in quanto faccio già pubblicità al brano stesso»
Si tratta di un utilizzo commerciale non consentito in assenza di una specifica liberatoria. Inoltre solitamente una determinata scelta musicale viene fatta con l'intento di dare valore aggiunto al messaggio pubblicitario aumentandone l’effetto ricordo e non il contrario (anche se non è escluso che talvolta un lancio di un nuovo brano possa essere sostenuto proprio dall’utilizzo in una campagna pubblicitaria).

8. «Se uso musica di un autore defunto non devo più pagare nulla a nessuno”.
No. La durata del diritto d’autore è di 70 anni calcolati a partire dalla fine dell’anno solare in cui l’autore è morto. Nel caso di brani scritti da più autori viene presa come base di calcolo la data di morte dell’ultimo di questi. Ad esempio, un brano musicale in cui un compositore sia tecnicamente considerabile in pubblico dominio (morto appunto da più di 70 anni) ma l’altro compositore o l’autore dei testi non lo sia ancora, è da considerarsi ancora sotto tutela e quindi non in pubblico dominio.
Un tipico esempio può essere la Turandot di Giacomo Puccini, in cui l’autore è di fatto un autore in pubblico dominio (Puccini è morto nel 1924) mentre non lo sono i librettisti dell’opera stessa (Simoni morto nel ’52 e Adami morto nel ’46).
Infine è da sottolineare come, se anche nella maggior parte dei Paesi la durata dei diritti d’autore è fissata nei 70 anni dopo la data morte, in alcuni Paesi Extra UE le diverse legislazioni possono definire durate diverse ed è quindi importante – nel caso si intenda utilizzare opere provenienti da questi paesi - verificare la giurisdizione internazionale nonchè i rapporti giuridici con l’Italia.

9. «Quando ho pagato i diritti per abbinare la musica alle immagini del mio video, se lo diffondo in spazi pubblici o in canali televisivi non devo corrispondere altri diritti»
Qualora il video venga diffuso in spazi pubblici (eventi, pubblica piazza, fiere, convention, punti vendita, etc.) dovrà essere richiesta alla SIAE (e, se all’estero alle sue rispettive consociate nazionali) una licenza di pubblica esecuzione in quanto le musiche sono di autori tutelati e quello che si è corrisposto è solo il diritto di utilizzo che consente di abbinare una determinata musica ad un certo video (diritti di sincronizzazione). Se invece la trasmissione avviene su reti televisive - ammesso che questo tipo di utilizzo sia stato concesso dal titolare delle musiche - questi diritti saranno corrisposti dalle reti stesse a SIAE sulla base di accordi annuali stipulati per la trasmissione di repertori tutelati.


10. «Se ho pagato il bollino SIAE  sono a posto con i diritti»
No, il bollino SIAE è solo l’ultimo anello della catena di richiesta dei diritti. Prima devono essere sempre assolti i diritti di sincronizzazione (editoriali e master) nonché quelli di duplicazione (diritti di riproduzione). Il bollino inoltre è necessario solo per i prodotti distribuiti sul territorio italiano. Se quindi realizzo un video in Italia lo duplico e poi lo distribuisco solo all’estero non devo applicarlo (ovviamente resta l’obbligo di assolvere sempre i diritti di sincronizzazione nonché, nel caso di duplicazione di copie, di quelli di riproduzione).

Il successo è matematico. Nòva numero 190

NovaPrima

Il web non cambia soltanto il mercato delle sette note: rivoluziona anche il modo in cui vengono messe insieme. Questa settimana Marco Magrini racconta la storia dell'algoritmo capace di scoprire se una canzone avrà successo o no.

Nova100


Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.